Certificati: Spectrum Markets batte i record di mese e trimestre
Nuovo massimo dei volumi del primo trimestre per Spectrum Markets, mercato pan-europeo dedicato allo scambio di certificati, con 207 milioni di certificati scambiati equivalenti ad un incremento del 22% rispetto ai tre mesi precedenti. A confronto con il medesimo trimestre 2020, l’aumento è stato del 245%; un numero che riflette la solida crescita che Spectrum Markets sta raggiungendo.
“E’ promettente annunciare un ulteriore mese e trimestre ai massimi per Spectrum; questi numeri mostrano realmente tutta la strada che abbiamo percorso in un periodo di operatività relativamente breve, così come riflettono la domanda esistente da parte degli investitori individuali di avere accesso ad un mercato innovativo, flessibile ed economico. Abbiamo raggiunto una posizione solida, una base per un’ulteriore espansione che coinvolgerà nuovi membri e partner a livello pan-europeo”, spiega Michael Hall, Head of Business Development di Spectrum Markets.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo