14:25 lunedì 14 Marzo 2016

Cassa Lombarda: “Banche Centrali siano attente, i fattori chiave dei mercati ”

MILANO (WSI) – “La Bce tagliando i tassi di interesse (il tasso di riferimento da 0,05% a 0%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento da 0,30% a 0,25% e il tasso sui depositi da -0,30% a -0,40%) non ha deluso”. Questo l’incipit del commento che la divisione Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda ha realizzato nel “Macro weekly”, dove evidenzia i principali segnali emersi dai dati usciti settimana scorsa e i possibili “market movers” di questa se‎ttimana.

Eurozona: “BCE non delude ed è fiduciosa” – La Bce tagliando i tassi di interesse (il tasso di riferimento da 0,05% a 0%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento da 0,30% a 0,25% e il tasso sui depositi da -0,30% a -0,40%) non ha deluso.

Gli acquisti mensili nell’ambito del programma APP sono incrementati da 60 miliardi a 80 miliardi di euro al mese con l’aggiunta tra i titoli acquistabili dei corporate bond investment grade non bancari. È stata, inoltre, annunciata una serie di 4 Tltro con scadenza di 4 anni con la possibilità di pagare le banche fino a 0,40%. La decisione è stata presa sulla base delle stime della Bce riviste al ribasso e alla luce di un’inflazione che resterà negativa nei prossimi mesi. La Bce prevede il Pil 2016-7-8 al 1,4-1,7-1,8% (da 1,7-1,9% di dicembre) con inflazione nel triennio a 0,1-1,3-1,6% (da 1,0-1,6% di dicembre). L’impatto delle manovre della Bce è di sostegno per gli asset finanziari e per il ciclo economico che necessita comunque di riforme e interventi fiscali per una ripresa sostenibile. L’euro dovrebbe subire l’effetto diluitivo delle misure espansive controbilanciato però dai benefici dei flussi in acquisto sugli asset finanziari e recupero nell’economia reale. Questa settimana particolarmente importanti i dati attesi sulla produzione industriale e l’occupazione.

-USA: “occupazione forte e Fomc diviso al meeting” – L’occupazione rimane forte con i sussidi ancora in calo questa settimana. Stanley Fischer, vicepresidente della Fed, ha detto che si potrebbero vedere i primi segnali di un aumento tanto atteso dell’inflazione, in quanto l’impatto del forte mercato del lavoro si sta facendo strada nell’economia. Invece, con tono più espansivo, Lael Brainard membro del Federal Open Market Committee (Fomc), ha detto che prima di agire la Fed ha ancora bisogno di comprendere gli impatti della “debolezza e decelerazione della domanda estera”. Secondo Brainard, inoltre, le condizioni finanziarie più strette e le aspettative di inflazione più morbide possono comportare dei rischi al ribasso per l’inflazione e l’attività domestica. Brainard ha poi aggiunto che dovrà anche verificare gli impatti del drastico calo del tasso di crescita della produttività, come in gran parte del mondo. Questo significa che dovrà attendere per l’aumento dei tassi fino a quando le prospettive diventeranno più chiare. Questi commenti sono stati gli ultimi in pubblico prima della riunione 15-16 marzo nella quale i mercati si aspettano che la Fed tenga i tassi costanti a causa delle crescenti preoccupazioni circa l’economia globale. Oltre a ciò in settimana sono previsti gli importanti dati sulle vendite al dettaglio, la produzione industriale e l’inflazione attesi deboli.

-Cina: “target richiedono ulteriori stimoli” – i dati sul commercio estero, l’inflazione e i prezzi alla produzione (vedi anche Pmi settimana scorsa) sono deboli. Di fatto mostrano condizioni in deterioramento, sottolineando la sfida per il governo che cerca di tagliare l’eccesso di capacità nel settore manifatturiero senza fare deragliare la crescita generale. Il congresso nazionale del popolo ha fissato per il 2016 l’obiettivo di crescita del Pil fra il 6,5-7,0% (2015 +6,9%), deficit di budget dal 2,3% al 3,0% del Pil, e un’inflazione al 3% da 1,4% del 2015. I leader si sono impegnati e hanno promesso riforme strutturali, senza peraltro entrare nei dettagli. Sono inoltre stati sottolineati gli sforzi profusi da Beijing per stabilizzare il sentiment del mercato, cercando di allontanare gli spettri di un hard landing dell’economia. Questa settimana escono i dati sul credito e le vendite al dettaglio oltre alla produzione industriale (che dovrebbero mostrare una certa stabilizzazione).

Brasile: “la politica non aiuta” – vendite al dettaglio deboli, ma inflazione in rallentamento e recupero delle materie prime potrebbero dare un po’ di sollievo all’economia. Tuttavia le turbolenze politiche continuano con il Congresso che riprenderà le discussioni per l’impeachment del presidente il 17 marzo e l’interrogatorio dell’ex presidente Lula nell’inchiesta sulla corruzione legata a Petrobras.

Giappone: “debole ma BoJ attendista” – nonostante la serie recente di dati deboli, il governatore della Bank of Japan (Boj) ha detto che i fondamentali restano forti e che valuterà gli effetti dei tassi negativi sull’economia, specie sui profitti delle banche, prima di ogni nuova decisione. Ha anche assicurato che la deflazione non tornerà e ha confermato il target del 2% di inflazione. Secondo indiscrezioni, la Boj dovrebbe rivedere al ribasso in aprile le previsioni economiche e sui prezzi per il prossimo anno fiscale.

Norvegia: “recupero inflazione” – produzione industriale debole, inflazione in recupero grazie a cibo e trasporto. Non cambierà la view che negli ultimi due mesi le prospettive sono peggiorata e la Norges Bank potrebbe abbassare i tassi a zero entro fine anno per smorzare la crisi nel settore del petrolio e per evitare al NOK di rafforzarsi.

UK: “non cambia la decelerazione” – il recupero del manifatturiero potrà far ben poco per dissipare le preoccupazioni circa le prospettive sull’economia domestica sulle incertezze legate alla possibilità di un’uscita della Gran Bretagna dall’Ue e sul rallentamento dei servizi. La crescita potrebbe rallentare nel primo trimestre (1trim) sotto il +0,5% t/t del quarto trimestre (4trim) 2015. La Banca Centrale si è detta pronta ad allentare la politica monetaria, se necessario, ricorrendo anche al taglio dei tassi di interesse e onde prevenire possibili tensioni di liquidità in coincidenza del referendum di giugno. Questa settimana sono importanti i dati sull’occupazione previsti forti e la decisione della Bank of England sui tassi attesi stabili”.

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