Caso Evergrande: per Algebris “brutta situazione ma non alla Lehman”
Il caso Evergrande ha catalizzato e continua a catalizzare l’attenzione degli investitori, preoccupati per il potenziale contagio. “Cercare di trovare un parallelo con il caso Lehman è esagerato, a nostro avviso. Le banche globali non hanno un’esposizione diretta alla società e i grandi fondi che la detengono lo fanno in portafogli ben diversificati. Anche il sistema bancario cinese ha un’esposizione complessivamente contenuta”, si legge in un rapporto a cura del team strategie di credito globale di Algebris guidato da Alberto Gallo, gestore del fondo Algebris global credit opportunities fund.
Secondo gli esperti, i rischi di una ricaduta economica sono maggiori, poiché il settore immobiliare rappresenta il 15% del Pil cinese. “Una contrazione cinese danneggerebbe le materie prime e i mercati emergenti, trascinando in definitiva la ripresa economica – sottolineano -. Le autorità cinesi, tuttavia, hanno un ampio spazio livello fiscale e monetario per sostenere l’economia e un forte interesse nel farlo. Il taglio del Reserve Requirement Ratio (RRR) in estate e le iniezioni di liquidità negli ultimi giorni suggeriscono che il supporto all’economia sarà rapido e ampio. Pertanto, il crollo non innescherà uno stress finanziario globale e anche le conseguenze economiche potrebbero essere mitigate”.
Da Algebris ricordano che i mercati hanno aperto la settimana in modo più debole lunedì, ma la correzione azionaria e del credito è stata superficiale e di breve durata. “Le valutazioni sui mercati globali rimangono in gran parte poco attraenti, con i multipli azionari del 30% al di sopra delle medie a lungo termine e spread creditizi ai minimi da 5 anni. Manteniamo un atteggiamento cauto sui mercati nei prossimi mesi poiché prezzi elevati, imminente tapering e volatilità cinese formano una combinazione potenzialmente rischiosa”, concludono.
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