Carige senza freni in Borsa, titolo fin oltre +12% oltre prezzo Bper. Mercato scommette su discesa in campo formale di Credit Agricole

7 Gennaio 2022, di Redazione Wall Street Italia

La corsa del titolo Carige in Borsa non si ferma, tutt’altro: è boom di buy sul titolo della banca che, con un rally di oltre +12%, supera ampiamente il prezzo offerto da Bper.

D’altronde lo stesso Fitd, maggiore azionista con una quota dell’80%, pur preferendo non commentare le indiscrezioni stampa degli ultimi giorni, che hanno parlato di un interesse sempre più evidente da parte di Credit Agricole Italia e anche del fondo Cerberus, in una nota diffusa ieri ha ammesso di aver “ricevuto offerte preliminari e non vincolanti, subordinate, tra gli altri, allo svolgimento di attività di verifica e di due diligence e che contemplano la concessione di diritti di esclusiva”.

La presenza di più di un’offerta – oltre a quella di Bper, finora l’unica ufficiale, e tra l’altro già bocciata dal Fondo – è stata praticamente confermata: e il mercato scommette giustamente su una lotta tra le due banche per la conquista dell’istituto ligure (e c’è tra l’altro anche Cerberus).

Il titolo Carige era scattato al rialzo già nella seduta di ieri, chiudendo con un incasso del 4,58% a 0,80 euro: proprio la soglia Bper, se così può essere definita.

Carige: raffica di Buy sul titolo, superato prezzo offerta Bper

Vale la pena di ricordare che, nella proposta di acquisizione di una quota della banca ligure pari all’88,3% – di cui l’80% nelle mani del principale azionista Fitd e l’8,3% detenuta da Cassa Centrale Banca – Bper ha offerto 1 euro, chiedendo contestualmente al Fondo interbancario di Tutela dei depositi di ricapitalizzare preventivamente l’istituto con una iniezione di 1 miliardo di euro: questo, in vista del lancio di un’Opa sul restante capitale sociale della Società, per un corrispettivo unitario pari ad Euro 0,80 per azione.

Quel prezzo è stato toccato ieri, dopo una corsa dell’azione pari a +22% dalla metà di dicembre, che ha portato tra l’altro Bper a chiedere alla Consob di fare chiarezza.

E quel prezzo è stato superato oggi, e anche ampiamente, visto che il boom superiore a +12% ha portato le quotazioni a ridosso di 0,90 euro, dunque a un valore per azione superiore di quello offerto da Bper di ben 10 centesimi.

Carige: si parla di almeno tre offerenti. Tutti vogliono l’esclusiva

A rinfocolare le speculazioni sono state altre indiscrezioni stampa arrivate nelle ultime ore. In particolare il Sole 24 Ore nella sua edizione odierna ha parlato di almeno tre offerte, in vista tra l’altro della decisione imminente sul da farsi che sarà presa e annunciata ai mercati dal Fondo maggiore azionista, il cui Comitato di gestione si riunirà lunedì 10 gennaio.

Nell’attesa, il quotidiano finanziario ha scritto che “almeno tre, a quanto risulta al Sole 24Ore gli offerenti che i vertici del fondo dovranno esaminare: due banche, ovvero Crédit Agricole e Bper, e il fondo Cerberus, ognuno dei quali ha chiesto un’esclusiva”.

Il Sole 24 Ore parla della “discesa in campo dei francesi” (di Credit Agricole, che l’anno scorso ha tra l’altro fagocitato Credito Valtellinese (CreVal) ormai entrato a far parte del Gruppo bancario Crédit Agricole Italia). Negli ultimi giorni sempre il Sole, così come altri quotidiani, aveva parlato di un crescendo di dialoghi, seppure informali, tra l’Fitd e il gruppo italo-francese che tuttavia, interpellato dal Sole 24 Ore aveva opposto un ‘No comment’.

Dell’avvicinamento di Credit Agricole Italia all’Fitd maggiore azionista di Carige aveva parlato anche Il Messaggero, che ieri scriveva:

“La Befana porta il dono di una seconda offerta per Carige che riapre i giochi sul futuro dell’istituto ligure. Ieri il Credit Agricole Italia, sesto gruppo italiano, 1300 filiali, ha rotto gli indugi, dopo mesi e mesi di indiscrezioni, presentando un’offerta condizionata al Fondo interbancario (cui fa capo l’80% della banca, mentre un altro 8% è in mano a Ccb) con Opa successiva (..) L’Agricole avrebbe al suo fianco gli advisor storici: JP Morgan e BonelliErede”. Il quotidiano romano ha aggiunto che “trapela che la banca franco-italiana offra sempre 1 euro per il controllo (così come Bper) ma, subordinatamente all’effettuazione di una due diligence, pretenda dal Fondo una dote dell’ordine di 700 milioni che è il tetto massimo permesso dallo statuto dopo la revisione dell’estate scorsa”.

Dunque, pretende meno di Bper, che si è fatta avanti ufficialmente alla metà di dicembre con una proposta di 1 euro, in stile dunque Intesa SanPaolo-banche venete, con tanto di richiesta di ricapitalizzazione dell’istituto da parte dell’Fitd di 1 miliardo di euro: proposta, soggetta anche ad altre condizioni sui tempi, che è stata però rigettata dal Fondo, in quanto non conforme al suo stesso statuto.

Va detto che, dopo il rifiuto di Carige, Bper ha continuato a confermare il proprio interesse, dicendosi disponibile ad approfondire e a dare chiarimenti sull’offerta, decidendo anche di ritirare i paletti temporali che avevano accompagnato la sua proposta.

L’Fitd non ha concesso però l’esclusiva alla banca, fattore che ha reso Carige preda anche di altri potenziali interessati, innescando la corsa del titolo.

Carige, con rumor su Credit Agricole la questione si fa politica

Di certo, la questione è diventata già politica, visto che nelle ultime ore non sono mancati gli appelli in stile ‘Carige resti italiana’:

appelli con tanto di attenti alla Francia e al mondo delle sue banche. Non che la Francia sia elemento sine qua non per l’interferenza della politica nella finanza made in Italy.

Basta pensare anche alla politicizzazione del dossier Mps-UniCredit, poi saltato.

C’è da dire comunque che, almeno in questo caso, Carige, bollata spesso come l’altra Monte dei Paschi nelle fasi più buie della sua crisi, per lo meno può vantare ora diversi pretendenti, al contrario del Monte di Stato, spesso in evidenza per l’assenza totale di potenziali offerenti.

Così il deputato Galeazzo Bignami, responsabile nazionale del dipartimento imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia e componente della commissione Finanze della camera dei deputati:

“Rispetto all’interesse manifestato da Credit Agricole verso Carige, Fratelli d’Italia ricorda come oggi, grazie a quanto esplicitamente richiesto dal Copasir un mese addietro, il Governo disponga dei poteri della Golden anche nei confronti di soggetti esteri appartenenti alla UE ai sensi dell’art. 17 del Milleproroghe. Non possiamo non rilevare come l’interesse di Credit Agricole su Carige renderebbe ancor più attuali le conclusioni già evidenziate dalla Relazione del Copasir al Parlamento relativa agli asset strategici nazionali nei settori bancario e assicurativo del 5 novembre 2020, approvata all’unanimità, nella quale si sottolineava la sempre maggior presenza di capitale straniero nel sistema bancario italiano, certamente accresciuta dopo l’acquisizione di Credito Valtellinese da parte di Credite Agricole, peraltro proprio grazie alla norma sul DTA”.

“Non si può ignorare – ha aggiunto ancora Bignami – come l’operazione prospettata da Credit Agricole, la quale non più tardi di 20 giorni fa smentiva qualsiasi interesse sull’istituto genovese, si fonda da un lato sull’utilizzo anche in questa occasione delle DTA nella versione aggiornata dalla manovra 2022, e quindi sui soldi dei contribuenti italiani; dall’altro sul ruolo del Fondo interbancario, titolare di Carige, e dunque sui soldi dei risparmiatori italiani. Pur astenendoci dall’esprimerci su operazioni in corso, è necessario evidenziare come per Fratelli diItalia sia essenziale che qualsiasi azione si ponga in coerenza con la tutela degli interessi nazionali e con la difesa dei contribuenti e dei risparmiatori”.

Molto simile la posizione del M5S, come emerge dalle parole di Davide Zanichelli, deputato M5S e componente della commissione Finanze della Camera:

“Secondo indiscrezioni di stampa Banca Carige sarebbe sotto la lente d’ingrandimento dei francesi di Credit agricole che, dopo l’acquisizione di Creval dello scorso maggio, evidentemente hanno intenzione di estendere ulteriormente l’influenza nel nostro Paese”.

“Se si dovesse andare in questa direzione – ha continuato Zanichelli-, la presenza francese nel nostro sistema finanziario diventerebbe ancora più rilevante. Inoltre l’operazione godrebbe del vantaggio fiscale tutto italiano dell’incentivo pubblico alle aggregazioni aziendali delle Dta (deferred tax assets), che in questo caso può arrivare a valere fino a 380 milioni di euro. Per questo riteniamo opportuno che il Governo tenga sotto stretta osservazione il futuro di Carige, valutando anche lo strumento Golden Power al fine di salvaguardare le prospettive e gli interessi del sistema finanziario nazionale, soprattutto in vista dei prossimi anni in cui il settore diventerà ancor più strategico”.