Corporate bond, le migliori opportunita’ secondo Capital Group

23 Agosto 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – “I corporate bond con rating investment grade (BBB/Baa e superiori) possono offrire interessanti opportunità per gli investitori di lungo periodo. Oltre ai benefici di diversificazione, queste obbligazioni offrono un rendimento tipicamente superiore a quello del Treasury su un arco temporale di lungo periodo. Inoltre, hanno storicamente conseguito questi risultati con una minore volatilità rispetto alle asset class più rischiose come l’azionario o le obbligazioni high-yield”.

Cosi scrive in una nota David Lee, Portfolio Manager, di Capital Group, che continua:

Spesso le società con obbligazioni high yield hanno l’obiettivo di portare a termine un business plan di crescita in modo da poter ridurre il proprio debito e guadagnare in solidità e sicurezza. Ma per raggiungere tale livello di crescita, le società spesso aumentano il livello di indebitamento dei propri bilanci attraverso prestiti addizionali che aumentano di fatto il loro rischio di default. Perciò, se si detiene un’obbligazione o un’azione di queste società, in media, si finirà per avere prezzi maggiori o minori a seconda del fatto che la società consegua i propri obiettivi o meno, perché diventerà una società più sicura o meno sicura.

Per l’esperto:

“Molte opportunità nell’universo dei corporate bond derivano da un disallineamento dei prezzi per via di circostanze particolari. Per queste ragioni, i corporate bond con rating investment-

Oggi, dal nostro punto di vista, le opportunità più significative si trovano nei bond con rating tripla B di società che hanno recentemente aumentato la leva finanziaria con l’obiettivo di realizzare delle acquisizioni perché sono società che cercheranno di ridurre la leva e, facendolo, i loro titoli obbligazionari si apprezzeranno.

Settori in cui vediamo particolari opportunità sono il farmaceutico, l’alimentare, il tabacco e i beni di consumo. Troviamo valore anche in quei settori legati all’industria energetica, tra i quali quello dell’energia integrata, dei servizi petroliferi e degli oleodotti. Infine, reputiamo le banche parzialmente sottovalutate rispetto alle società industriali”.