Cambiamenti climatici, al via Osservatorio Climate Finance del Politecnico di Milano
A un primo esame, sono circa 22 milioni in Europa le imprese, dalle micro alle quotate, potenzialmente soggette agli impatti dei cambiamenti climatici. Ma quali settori sono più esposti? In quali aree geografiche? Quanto potrebbero impattare sulle performance delle aziende, e sul loro profilo di rischio, le evidenti modifiche che il clima sta subendo ovunque nel mondo?
Di questo si occuperà il nuovo Osservatorio Climate Finance della School of Management del Politecnico di Milano, che verrà presentato la mattina del 20 febbraio durante un evento di kick-off al Dipartimento di Ingegneria Gestionale (Sala del Consiglio, via Lambruschini 4B, Edificio 26B, campus Bovisa), dalle 9.45 alle 13.15.
L’Osservatorio – che coinvolgerà docenti e ricercatori del Politecnico di Milano esperti di temi legati alla finanza e al rischio, da un lato, e ai cambiamenti climatici, dall’altro – mira a diventare un punto di riferimento nazionale per lo studio della finanza del cambiamento climatico, uno spazio di confronto indipendente che aggregherà player industriali e finanziari interessati a queste tematiche.
Tramite modelli interpretativi basati su solide evidenze empiriche e l’utilizzo di metodologie avanzate di statistica ed econometria, verranno studiati gli impatti del cambiamento climatico sul sistema economico: a livello europeo infatti sono già state identificate circa 22 milioni di imprese, dalle micro alle quotate, potenzialmente soggette al climate change, sulle quali verrà condotta un’analisi per quantificare gli impatti di questi cambiamenti e identificare i settori e le aree geografiche maggiormente esposti al rischio climatico.
“Molte realtà hanno già manifestato interesse nel progetto, a testimonianza di quanto il climate change sia diventato centrale in tutte le valutazioni strategiche – commenta Roberto Bianchini, direttore dell’Osservatorio -. Crediamo che l’Osservatorio potrà rispondere alle recenti spinte delle autorità pubbliche e dei mercati finanziari per l’introduzione di valutazioni del rischio climatico nei modelli decisionali di imprese, banche e assicurazioni”.
La ricerca confluirà in un report che analizzerà come il mercato nazionale e internazionale stanno rispondendo alle sfide del cambiamento climatico, identificandone gli impatti sulle performance di impresa e sul profilo di rischio delle stesse.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play