Brexit, Valls: “serve accordo ma non ad ogni costo. Ue rischia frattura”
PARIGI (WSI) – “Una Brexit sarebbe senza dubbio una cosa cattiva, molto cattiva”. Così il premier francese Manuel Valls parlando con i giornalisti in merito all’ipotesi di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.
“Ci deve essere un accordo, ma non a ogni costo”, così ha specificato. Il riferimento è alle quattro richieste avanzate dal premier inglese, David Cameron, all’Ue per garantire la presenza della Gran Bretagna nell’eurozona e il punto più controverso riguarda la previdenza sociale a beneficio degli immigrati dalla Ue, con una moratoria di quattro anni sulla concessione di sussidi.
Si attende così il vertice europeo del 18 e 19 febbraio ma Donald Tusck, presidente del Consiglio Ue avverte: “non ci saranno compromessi su valori fondanti, come la non-discriminazione e la libertà di circolazione”.
Valls ha anche detto che l’Unione Europea dovrà affrontare il rischio di una “frattura” nel “mesi a venire” a causa delle diverse crisi che la minacciano, come l’immigrazione, il terrorismo, il populismo e la stessa Brexit.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.