Brexit: scontro nel governo sulla probabile proroga dell’articolo 50
LONDRA (WSI) – La Gran Bretagna lascerà l’UE il 29 marzo 2019, quasi tre anni dopo il voto referendario per la Brexit e i negoziati sul futuro partenariato dovrebbero concludersi entro ottobre. Ma è ancora forte la polemica e le divisioni all’interno della stessa Gran Bretagna.
Lultimo scontro in ordine temporale è quello tra Jacob Rees-Mogg, eminente membro del gruppo dei Conservatori inglesi e sostenitore della Brexit e Hilary Benn, deputato laburista dell’opposizione.
I negoziati sono ora in una fase critica . . . con appena sette mesi di tempo per raggiungere un accordo su tutta una serie di questioni estremamente complesse. Il governo deve presentare proposte credibili e dettagliate su come gestire una “frontiera senza attriti” tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda …. Se restano da concordare aspetti sostanziali del futuro partenariato nell’ottobre 2018, il governo dovrebbe chiedere una proroga limitata dell’articolo 50.
Dura la risposta di Jacob Rees-Mogg secondo cui i membri del suo gruppo sono e i “sommi sacerdoti del Remain” che hanno tentato di forzare attraverso un documento “partigiano”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo