Brexit, Saxo Bank: “UE, ultimo problema del Regno Unito. Europa perde comunque”

24 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

È piuttosto ironico parlare oggi di un voto Brexit, dato che si potrebbe dire che il Regno Unito non abbia realmente mai aderito all’Unione europea”. Inizia così l’analisi sullo scenario Brexit di Steen Jakobsen, Chief Economist di Saxo Bank.

“Essendo cresciuto negli anni ’70-‘80, mi ricordo bene come Ms T – T come Thatcher – ha combattuto l’UE da ogni punto di vista, fino a farle rispecchiare diversi lati della sua versione di unione… almeno dal punto di vista finanziario. Ed è forse ancora più ironico che il primo ministro David Cameron abbia già assicurato la capacità del paese di andare avanti senza far parte dell’UE, mentre il suo accordo di marzo con Bruxelles di fatto crea un’Europa a due livelli, con delle leggi valide solo per il Regno Unito e un set di leggi per il resto dell’Europa”.

Cosa accadrà il 23 giugno? Forse una potenziale mini-crisi in Europa “in quanto è molto facile immaginare simili pretese da parte di paesi come l’Ungheria, la Polonia e forse anche la Finlandia”.

 “L’Europa perde comunque. Da una parte nel caso il Regno Unito rimanga, per via di questo accordo a due livelli e, dall’altra, in caso di uscita, sia in termini di politica che di costi pratici – soprattutto per quanto riguarda la crisi dei rifugiati c’è ancora molto da fare. Trovo anche quasi comico il che cancelliere Osborne, che non è in grado di prevedere il suo deficit di bilancio per i prossimi sei mesi, possa dirmi fino al centesimo quanto perderà ogni famiglia del paese entro il 2030, in caso di Brexit (4,300 £, a quanto pare). L’allarmismo è alle stelle, soprattutto per un semplice economista come me, mentre il futuro del Regno Unito risiede proprio nel modo in cui il paese affronta il suo doppio deficit cronico… il saldo delle partite correnti è stato visto positivo per l’ultima volta nel 1982… 34 anni fa!

Quindi, per rispondere alla domanda nella mente di ogni trader Forex – dove è diretta la sterlina? – La risposta è la stessa, con o senza Brexit. In ultima analisi, la sterlina si muoverà verso il basso o lateralmente. Finché si spende più di quanto si guadagna, in base ai finanziamenti esteri, e in un’economia i cui due motori della crescita sono il settore bancario e immobiliare i – entrambi con produttività pari a zero e dal futuro incerto (nel migliore dei casi!) in termini di nuovi posti di lavoro rispetto al recente passato – la storia recente è condannata a ripetersi. (…) La Brexit è un’astrazione che nasconde il vero cambiamento necessario nel Regno Unito. È anche una scusa usata per evitare di risolvere i problemi più fondamentali e strutturali di una società che si sta muovendo verso un’economia fatta per quasi il 100% dal settore dei servizi. La produzione è stata ormai trasferita all’estero e, soprattutto, il paese è sempre meno attraente per gli investitori stranieri, specialmente dopo aver cambiato il proprio status fiscale. Un altro importante elemento, in seguito al rilascio dei Panama Papers, è la richiesta da parte di Cameron di un registro pubblico per i proprietari immobiliari stranieri”.

L’analista di Saxo Bank sottolinea inoltre che non sembra esserci alcun beneficio per il Regno Unito in caso di uscita.

“La verità è che nessuno sa cosa accadrà. Sappiamo che il “disturbo” (leggi: la volatilità) aumenterà, ma non sappiamo che aspetto avrà il mondo, con o senza una Brexit. Forse è il momento di ampliare le implicazioni di una Brexit parlando della questione più importante: come si ottiene un cambiamento radicale sia del Regno Unito, sia dell’Unione Europea? Entrambe le entità hanno bisogno di guardare da vicino e in modo realistico ai rispettivi futuri (anche se collegati). A questo punto, “un’altra dose del solito” produrrà un futuro incerto. La domanda fondamentale resta come affrontare la crisi umanitaria rappresentata dall’arrivo di massa di profughi in un momento di rischio recessivo. La reazione di fronte a questa crisi definirà le sorti del futuro, sia in Europa che nel Regno Unito, molto più dell’uscita del Regno Unito da un club dove è già libero di “comportarsi” come meglio ritiene”.