Brexit e sterlina penalizzano utili GM: crollo -71%
Il colosso automobilistico General Motors ha reso noto di aver assistito a un crollo degli utili netti, nel quarto trimestre, pari a -71%, a $1,8 miliardi dai $6,3 miliardi dello stesso periodo del 2015. Da segnalare che gli utili netti del quarto trimestre del 2015 erano stati sostenuti da un forte credito fiscale e da altre poste straordinarie di bilancio.
A pesare sulla redditivitĂ della prima casa automobilistica in Usa sono state anche le perdite legate ai rapporti di cambio.
Esclusi gli oneri straordinari gli utili operativi del quarto trimestre sono stati pari a $1,28 per azione, meglio delle attese di $1,17 per azione. Fatturato relativo al quarto trimestre in crescita +11%, a $43,9 miliardi, meglio delle attese, pari a $41,5 miliardi. Per l’intero 2016, il giro d’affari è cresciuto del 9%, al record di $166,4 miliardi.
Nel quarto trimestre, l’azienda ha inoltre accusato in Europa una perdita operativa, pari a $246 milioni, non riuscendo così a centrare l’obiettivo di tornare in utile nel 2016. Nell’intero anno, la perdita in Europa è ammontata a $257 milioni. Gm ha in particolare sofferto il deprezzamento, sul forex, della sterlina britannica, alimentato dalla Brexit.
Titolo GM in rosso in pre-mercato a Wall Street, cede -1,39% a $36,32.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.