Brexit, De Felice (Intesa Sanpaolo): “Effetti paradossalmente positivi per Ue”
MILANO (WSI) – Arrivano le prime previsioni del mondo dell’alta finanza alla Brexit, l’uscita del Regno Unito dalla Ue. Secondo Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, la Brexit potrebbe portare effetti positivi per l’Ue se si avvierà un processo di ripensamento di alcune norme.
“Se lo shock del referendum inglese avvierà un processo di ripensamento di alcune norme relative alle politiche di bilancio europee, gli effetti finali potrebbero essere paradossalmente positivi, con un’Europa più unita e orientata a garantire migliori prospettive di crescita e di occupazione a oltre 300 milioni di cittadini”.
Secondo De Felice, in merito all’impatto della Brexit sull’Italia, il problema maggiore è per le imprese che esportano verso il regno Unito, in misura pari a circa il 7% del proprio export, pari a circa 22 miliardi di euro.
“La trasmissione avviene in tre modi: la minore crescita inglese, la svalutazione della sterline e la maggiore avversione al rischio che si sta manifestando con forza sui mercati finanziari. Sui primi due punti l’impatto economico è limitato (…) Sulla base delle nostre valutazioni nella peggiore delle ipotesi l’Italia potrebbe registrare un calo delle esportazioni fino a un valore massimo di circa 3 miliardi”.
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.