BPM, appello Fabi: Consob e Bankitalia siano presenti in assemblea
Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi (sindacato di maggioranza nel gruppo Bpm), lancia un appello in vista dell’assemblea degli azionisti di BPM, che sabato dovrà esprimersi sulla fusione con Banco Popolare, affinché siano presento anche i rappresentanti della sistema bancario e di sistema bancario per vigilare il corretto svolgimento dei lavori.
Da segnalare che la fusione che darà ufficialmente il via al terzo gruppo bancario italiano dovrà essere approvata con il voto dei dei terzi. La fusione ha bisogno dell’approvazione dei due terzi dell’assise.
Sileoni, in particolare, si rivolge a Nicola Rossi, presidente del consiglio di sorveglianza della Bpm, Nicola Rossi.
“Chiediamo al presidente Rossi massima correttezza e un ruolo super partes, è auspicabile la presenza di Bankitalia e Consob per vigilare il corretto svolgimento dell’assemblea ed eventuali iniziative particolari. Se ci saranno forzature del regolamento non esiteremo a coinvolgere la magistratura”.
Insomma:
“Rossi dovrà comportarsi da super partes, senza inventarsi cose fuori dalle norme”.
Il numero uno della Fabi definisce la situazione dei pensionati “irresponsabile”, in quanto “si creerebbe un periodo di instabilità ”. Le due associazioni che riuniscono i pensionati di BPM hanno reso nota la loro intenzione di votare “no” alla fusione.
Così Agostino Megale, segretario della Fisac Cgil:
“Non è più tempo che interessi egoistici e di parte possano pensare di condizionare gli interessi della banca. La posizione attuale di Rossi coerente non è, né per la sua storia né per il percorso con cui è arrivato qua”, riferendosi al fatto che Rossi è stato eletto presidente del consiglio di sorveglianza di BPM dalla lista che è stata presentata insieme da sindacati-pensionati assieme.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo