Borse europee positive in attesa della Fed, Londra giù dopo nuovo balzo inflazione
Le Borse europee si muovono in territorio positivo in attesa delle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve. Ni primi minuti di contrattazione l’indice Eurostoxx 50 sale dello 0,63%. A Francoforte il Dax avanza dello 0,41%, a Parigi il Cac40 guadagna lo 0,61%. Unica eccezione negativa è Londra dove l’indice Ftse100 cede lo 0,64% in scia al nuovo scatto in avanti dell’inflazione. Nel mese di novembre l’inflazione in Gran Bretagna si è portata al 5,1% dal 4,2% precedente. Indicazioni oltre le attese che erano ferme a 4,7%. Un dato importante in vista della riunione di politica monetaria della Bank of England, in agenda domani.
Questa sera, invece, alle 20 ora italiana, la banca centrale americana annuncerà la sua decisione che verrà illustrata dal presidente Jerome Powell nel corso della conferenza stampa che prenderà il via alle ore 20.30. Secondo le attese di Mps Capital Services, la Fed dovrebbe accelerare il ritmo del tapering (da 15 a 30 miliardi di dollari) e sarà interessante vedere come evolverà la nuova nuvola dei punti per valutare il percorso di rialzo dei tassi nei prossimi anni disegnato dalla mediana delle attese dei membri Fed. In particolare, spiegano gli esperti, vedere come aumenterà la proiezione mediana per il 2022 (se segnerà due o più difficilmente tre rialzi, oggi il mercato ne sconta sui Fed funds 67 punti base ovvero due rialzi e mezzo).
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.