Borse europee in rosso: crescono dubbi su governo Uk e riforma fiscale Usa
Seduta negativa per le Borse europee appesantite dalle incertezze politiche nel Regno Unito e di conseguenza sui colloqui sulla Brexit, oltre che dai dubbi sulla riforma fiscale Usa. Gli indici principali scambiano in calo di circa l’1%, con il rafforzamento dell’euro, specie sulla sterlina, sul Forex che sta avendo un impatto negativo sul valore dei gruppi esportatori. I futures sui tre principali indici di Wall Street sono in calo dello 0,3-0,4%.
Un eventuale segnale di indebolimento dell’autorità di Theresa May sul governo e sul parlamento in un momento delicato delle trattative sulla Brexit, metterebbe in allerta gli investitori, in particolare se si tiene conto che mancano solo due settimane per trovare un accordo sul conto che Londra deve pagare all’Ue per il divorzio. La sterlina è scesa sotto quota $1,31.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.