Borse cinesi: prevalgono le vendite, allarme stagflazione

8 Gennaio 2020, di Mariangela Tessa

Seduta all’insegna delle vendite sulle Borse cinesi. Le tensioni in Medio Oriente hanno zavorrato i mercati azionari asiatici, spingendo i prezzi del petrolio verso l’alto e favorendo un rally di asset rifugio come lo yen giapponese e l’oro.

In Cina, l’Indice composito di Shanghai e le blue chip hanno entrambi lasciato sul terreno oltre l’1%, segnando le maggiori perdite giornaliere dal 23 dicembre 2019. All’inizio della sessione, il benchmark di Shanghai ha toccato il livello più basso in oltre una settimana.

“Non penso che la guerra commerciale sia una questione rilevante al momento”, osserva Yang Tingwu, vice direttore generale dell’hedge fund Tongheng Investment. “Ma un possibile aumento dei prezzi energetici si tradurrà in una stagflazione in Cina, limitando le mosse di politica monetaria della banca centrale”.

La borsa di Hong Kong ha chiuso con una flessione dello 0,8% a 28.087,92, toccando il livello più basso dalla metà del 24 dicembre.