Borse cinesi chiudono in positivo: Hong Kong guadagna il 2,58%
L’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong ha chiuso la giornata con un impressionante aumento del 2,58%, raggiungendo 27.826,91 punti, il massimo da luglio 2021. Questo rialzo è stato favorito dal settore tecnologico, che ha dato una spinta significativa agli scambi. La notizia che la Cina ha approvato il primo lotto di importazioni di chip AI H200 di Nvidia ha ulteriormente sostenuto il mercato.
Mentre Hong Kong festeggia i suoi risultati, le borse della Cina Continentale hanno mostrato un andamento più cauto. L’indice composito di Shanghai ha registrato un lieve progresso dello 0,27%, attestandosi a 4.151,24 punti.
L’indice composito di Shenzhen, invece, è rimasto pressoché invariato, evidenziando una certa prudenza tra gli investitori cinesi. Questa differenza di performance tra Hong Kong e le borse cinesi continentali sottolinea l’influenza del settore tecnologico e delle politiche di importazione sui mercati finanziari asiatici.
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La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo
Borgosesia ha deliberato l’emissione in via scindibile di un prestito obbligazionario senior, non subordinato, non garantito, non convertibile e della durata di 3 anni per un ammontare massimo fino a 35 milioni di euro, prevedendo la data di prima emissione entro e non oltre il 30 giugno 2026
L’economia britannica, dopo un inizio anno promettente, ha subito una contrazione ad aprile a causa dell’impatto del conflitto in Iran. Il PIL è diminuito dello 0,1%, con un calo nei servizi che ha compensato i guadagni in altri settori. Questa situazione complica il compito dei politici e aumenta la pressione sul Primo Ministro.