Borse asiatiche in profondo rosso: a Tokyo il Nikkei perde oltre il 3%
La paura di un’accelerata della diffusione dell’epidemia di coronavirus ha effetti anche sulle Borse asiatiche. Nuova forte correzione per la Borsa di Tokyo, che cede ulteriore terreno al termine della sessione con gli investitori sempre più allarmati per un’espansione su scala globale del coronavirus, e dopo il maggior calo giornaliero di sempre registrato a Wall Street. L’indice di riferimento Nikkei arretra del 3,48% a quota 21.184,77, con una perdita di oltre 760 punti.
Pesanti le perdite anche per gli altri listini asiatici. Shanghai il 3,36% e Hong Kong il 2,77%. Pesante anche Seul (-3,35%), dopo che la Corea del Sud ha riportato oggi altri 256 casi di infezione, fino al totale di 2.022, mentre le vittime restano 13. Male anche Singapore, a -2,83%, e Shenzhen, a -4,07%.
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L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.