Borse Asia in affanno lunedì, -1,6% il Nikkei e -1% l’Hang Seng
Inizio di settimana negativo per le Borse asiatiche, già reduci da una settimana senza verve complice l’avanzata della variante Delta che rischia di intralciare la ripresa economica. Oggi a pesare sul sentiment sono i deboli riscontri della Cina. La produzione industriale è aumentata del 6,4% su base annua a luglio e le vendite al dettaglio sono cresciute dell’8,5% su base annua nello stesso mese, entrambe inferiori al previsto. Un rallentamento dovuto proprio all’inasprimento delle restrizioni alla mobilità da parte della seconda economia mondiale per contrastare l’avanzata della variante Delta del Covid-19. Sul sentiment dei mercati incide anche il crollo del governo afghano dopo che gli insorti talebani hanno preso il controllo della capitale Kabul.
In Giappone l’indice Nikkei ha ceduto oggi l’1,62% nonostante la crescita del PIL nel 2° trimestre abbia superato le previsioni. L’Hang Seng di Hong Kong segna -1,15% e il Ftse China 50 -0,6%. L’ASX australiano ha ceduto lo 0,61%.
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La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.
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Il rallentamento della spesa dei consumatori e degli investimenti in Cina ha raggiunto livelli mai visti dalla pandemia, con un calo delle vendite al dettaglio dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Nonostante una crescita nella produzione industriale del 4,5%, trainata dalle esportazioni e dai settori tecnologici, la debole domanda interna minaccia un ulteriore rallentamento economico.
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