Borsa Tokyo -0,90%, male Asia nonostante rimonta Nasdaq. Dietrofront tassi Treasuries Usa
Chiusura prevalentemente negativa per le borse asiatiche, con l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo che ha chiuso la sessione in calo dello 0,90%, a 28.222,48 punti.
La borsa di Shanghai arretra dello 0,73%, Hong Kong perde lo 0,40%, Sidney fa -0,77%, piatta Seoul, con una variazione pari a +0,02%.
Ieri, a Wall Street, i principali indici azionari americani hanno ridotto le perdite nel finale, dopo che il Dow Jones era crollato fino a -500 punti e il Nasdaq capitolato di oltre il 2%.
Alla fine il Dow Jones ha ridotto le perdite a -162 punti (-0,45%), lo S&P 500 ha ceduto lo 0,14% e il Nasdaq ha agguantato, seppur debolmente, il territorio positivo, con +0,05%.
Retrocedono i tassi sui Treasuries, che viaggiano attorno all’1,759% dopo la fiammata a oltre l’1,8%, scatenata dai timori di una Fed più aggressiva nell’alzare i tassi, a causa della continua crescita dell’inflazione negli Stati Uniti.
Oggi, 11 gennaio, l’attenzione dei mercati sarà sulle parole che proferirà il numero uno della Federal Reserve Jerome Powell, nell’audizione alla commissione bancaria del Senato Usa, in vista della sua riconferma a numero uno della banca centrale.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.