Borsa Milano sale ancora: boom per Azimut, tra le big sorridono ENI e Stellantis

12 Gennaio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari in corsa nella seduta di metà ottava con i nuovi record dell’inflazione Usa che non hanno scosso gli investitori. L’indice Ftse Mib segna a fine giornata +0,65% a quota 27.714 punti. Oggi a tenere banco è stata la lettura di dicembre dell’inflazione Usa, salita come da attese al 7%, rispetto al +6,8% di novembre. Si tratta del livello più alto dal febbraio del 1982. Escludendo le componenti più volatili, rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici, l’inflazione core è avanzata del 5,5%, rispetto al +4,9% precedente.

Protagonista assoluta oggi a Piazza Affari è stata Azimut, arrivata a segnare oltre +4% a 26,45 euro. Il gruppo presieduto da Pietro Giuliani stima di chiudere il 2021 con il miglior utile netto consolidato della storia del gruppo, compreso fra 600 e 605 milioni di euro, superiore alla guidance fornita al mercato (pari a 350 – 500 milioni). Alla fine del 2021, il patrimonio del business estero ha raggiunto il 40% del totale, e la contribuzione all’Ebitda gestionale dell’estero è stimata a circa 70 milioni.

Tra le big del listino milanese giornata decisamente positiva per ENI (+1,89% a 13,052 euro) che si è portata sui massimi da febbraio 2020. Molto bene anche Intesa Sanpaolo con +2,56% e Stellantis (+1,89 a 18,38 euro) che sono anhce i due migliori titoli del Ftse Mib da inizio anno.

Tra le banche il focus rimane sull’M&A in attesa che venerdì arrivino i primi numeri trimestrali dei colossi bancari Usa. Bper (-0,1% a 1,928 euro) sarebbe intenzionata a non fermarsi all’operazione Carige e punterebbe a integrare anche la Popolare di Sondrio, di cui Unipol (maggiore azionista di Bper) detiene già il 9,5%. Altre indiscrezioni vedono invece Unicredit (-3,23%) guardare alla Russia. Nel mirino Otkritie Bank con un processo di due diligence che potrebbe prendere il via questa settimana stando a quanto riportato dall’agenzia Bloomberg.

Tra gli altri titoli in calo oggi TIM (-0,2%) con le ultime indiscrezioni che vedono in agenda il 21 gennaio il cda che designerà Labriola come prossimo ceo del gruppo tlc. Sempre rumor di stampa indicano delle perplessità da parte degli advisor di TIM circa le tempistiche previste dall’offerta di KKR che prevederebbero 9 mesi per chiudere l’Opa e 24 mesi per completare il demerger della rete fissa, tempi che sarebbero incompatibili con le scadenze per l’ottenimento delle sinergie della rete unica.