Borsa Italiana: banche, BP e BPM sospesi in attesa di comunicato
MILANO (WSI) – Le azioni Bpm e BP e relativi strumenti derivati sono stati sospese dagli scambi in attesa di un comunicato. Lo annuncia Borsa italiana. Oggi sono in calendario i consigli dei due istituti per decidere sulla fusione.
Nella giornata di ieri a parlare del caso delle due banche popolari è stata la numero uno della vigilanza sulle banche della Bce, Daniéle Nouy.
Nouy ha definito l’operazione eventuale di fusione “molto importante”: una operazione che deve avere “successo”, in quanto “probabilmente sarà la prima di una serie”. Di conseguenza, è fondamentale che i requisiti siano “adeguati” e che “la banca (risultante dalla fusione) sia “forte fin dall’inizio”.
“Sarà la terza banca italiana e deve dunque versare in condizioni che siano paragonabili con quelle delle sue pari. Questa è la ragione per cui facciamo la vigilanza”.
Non è mancato l’avvertimento:
“Sappiamo tutti che in altri Paesi, e forse anche in Italia, alcune fusioni e alcune operazioni hanno finito per creare una situazione peggiore. Per questo motivo stiamo lavorando molto duramente con i colleghi italiani, affinché ci siano i requisiti adeguati. Non più del dovuto, ma neanche meno”. Insomma: “diamo il benvenuto alle fusioni in Italia ma devono essere fusioni che abbiano successo“.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.