Boom prezzi energia con continui sgambetti dalla Russia: incubo caro bolletta, in Europa rally gas oltre +800% da inizio anno

22 Dicembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Il fenomeno dell’energy crunch si intensifica, l’incubo del caro bolletta assedia l’Italia e l’Europa intera. Gabriel Debach, market analyst di eToro, fa il punto della situazione: “Nuovo record storico per il prezzo del Gas Europeo, con il TTF olandese che viaggia su nuovi massimi storici sopra i 180€ per MWh (+808,42% da inizio anno) e nel Regno Unito l’NBP è balzato sopra i 451 pence per therm (+736,21% da inizio anno). A spingere il prezzo i nuovi tagli di Gazprom sul principale gasdotto Yamal. In Francia schizza il prezzo dellìelettricità e Parigi decide di utilizzare olio combustibile per mantenere le luci accese”.

Il Financial Times dedica un articolo al boom dei prezzi energetici, sottolineando come, “dopo quattro mesi in cui la fiducia nell’offerta proveniente dalla Russia è via via scesa, portando i prezzi del gas all’ingrosso a volare al record della storia, gli ultimi aumenti dei prezzi rischino di far salire nel continente ulteriormente le bollette delle famiglie e delle imprese, aggiungendosi alle pressioni inflazionistiche, proprio in un momento in cui si attende un calo delle temperature”. Nel far riferimento ai rally poderosi dei prezzi energetici Tom Marzec-Manser, responsabile della divisione di analisi sul gas della società di consulenza ICIS ha commentato all’FT che “questi sono movimenti che lasciano senza parole”, aggiungendo anche che i trader stanno correndo a chiudere le loro posizioni in vista del Natale, “con una presenza di rischi così alta”. I trader hanno fatto notare che, oltre al fattore Russia, la situazione è stata esacerbata dallo stop di due centrali nucleari in Francia per motivi di sicurezza e dalla decisione della Germania di chiudere quasi la metà della sua capacità nucleare entro la fine dell’anno, per poi dire addio per sempre all’energia nucleare alla fine del 2022, in base a quanto deciso dall’ex cancelliera Angela Merkel nel 2011.

Ci sono poi fattori contingenti importanti, come per l’appunto i tagli nelle ultime ore da parte di Gazprom delle fornitire che transitano nel gasdotto Yamal, che trasporta il gas russo in Europa, così come non è ancora chiaro quando il gasdotto Nord Stream 2 che collegherà Russa e Germania sarà finalmente operativo. L’FT ricorda che “più di un terzo dei rifornimenti di gas all’Ue arrivano dalla Russia” e che tuttavia “i flussi in entrata sono scesi, con Gazprom che si è rifiutata di vendere volumi aggiuntivi all’Europa oltre quelli stabiliti dai contratti di lungo termine, in più facendo calare i volumi dell’offerta presenti nei suoi impianti europei a livelli insolitamente bassi”. Nell’affrontare la drammaticità della situazione, un articolo di SeekingAlpha riporta che “i consumatori europei stanno pagando 14 volte il prezzo pagato dai consumatori americani, in rialzo di oltre +1000% su base annua” e che “questi aumenti dei prezzi del gas vanno direttamente a gonfiare i prezzi dell’elettricità, anch’essi in rally del 1000% circa su base annua nel continente”.

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Che dire per esempio dei prezzi dell’elettricità baseload in Francia, per il mese di febbraio, che hanno toccato quota 1000 euro/MWh, dopo aver oscillato in media attorno ai 50 euro/MWH negli ultimi 10 anni? Ancora più preoccupante, è forse il fatto che i trader e le utility stiano iniziando a comportarsi come se questo fosse il New Normal, visto che i prezzi del gas naturale con consegna nel prossimo inverno sono in rialzo di oltre il 500%, a conferma di come i trader stiano anticipando un crunch dell’offerta sostenuto per l’Europa.

Alcuni trader paventano inoltre il rischio di una invasione russa in Ucraina, paese attraversato da diversi gasdotti con cui l’Europa occidentale viene rifornita.