Boom mercato lavoro Usa: a gennaio creati 517.000 nuovi posti, forti sell a Wall Street. Il dato avrà sorpreso la stessa Fed?
Con la pubblicazione del report occupazionale Usa di gennaio viene davvero da chiedersi se, più che le banche centrali, siano i mercati che rischiano di prendere una grande cantonata.
Dal rapporto no-farm payrolls è emerso infatti che l’economia degli Stati Uniti ha creato il mese scorso ben 517.000 nuovi posti di lavoro, ben oltre la crescita di 185.000 nuove buste paga attesa dal consensus, e a un ritmo molto più forte anche rispetto ai 223.000 nuovi posti di lavoro creati a dicembre.
Non solo. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 3,5% di dicembre al 3,4%, rispetto al rialzo al 3,6% previsto.
Occhio alla componente salari, attentamente monitorata in quanto parametro cruciale che misura il trend dell’inflazione.
A gennaio i salari medi orari sono saliti dello 0,3% su base mensile, come da attese.
Su base annua, la crescita è stata tuttavia del 4,4%, rispetto al +4,3% previsto. Il rallentamento rispetto al +4,6% di dicembre, comunque, c’è stato.
Dal report occupazionale Usa è emerso anche che il tasso di partecipazione alla forza lavoro degli Stati Uniti è salito dal 62,3% di dicembre al 62,4%.
Le ore settimanali lavorate sono state pari in media a 34,7, più delle 34,3 ore attese e contro le 34,3 ore di dicembre.
L’altro ieri, mercoledì 1° febbraio, il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed guidata da Jerome Powell, ha annunciato di aver alzato i tassi di interesse Usa di 25 punti base, al nuovo range compreso tra il 4,5% e il 4,75%, record dall’ottobre del 2007.
Il rialzo annunciato è stato l’ottavo da quando la banca centrale Usa ha iniziato ad alzare i tassi, nel marzo del 2022.
Sebbene il timoniere della Fed abbia cercato di ribadire più volte la sua ferma intenzione a continuare a lottare contro l’inflazione, qualcuno ha parlato di una svolta dovish, facendo riferimento sia alla sua strana risposta che ad altre dichiarazioni e ammissioni.
E’ stato lo stesso banchiere centrale a riconoscere che “ora possiamo dire, credo per la prima volta, che il processo disinflazionistico sia iniziato”.
Powell ha tuttavia parlato anche della necessità di ulteriori strette monetarie, pur ammettendo che il tasso terminale potrebbe confermarsi inferiore alla soglia del 5%.
La solidità del mercato del lavoro Usa confermata dal report occupazionale Usa diffuso oggi avrà sorpreso anche la Federal Reserve?
I futures sugli indici azionari Usa accelerano al ribasso, con quelli sul nasdaq che cedono l’1,74% e quelli sul Dow Jones che perdono più di 200 punti. I tassi sui Treasuries Usa a 10 anni salgono al 3,49%; quelli dei Treasuries a due anni balzano al 4,22%.
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