Bond, conviene “percorrere la strada meno battuta” nel 2016
Di Chris Iggo, CIO Fixed Income di AXA Investment Managers
In linea generale, quest’anno i mercati azionari hanno fatto meglio di quelli obbligazionari. Per le obbligazioni si tratta del secondo o terzo peggior anno in termini di performance nell’ultimo decennio. In parte questo risultato compensa un 2014 estremamente brillante, periodo in cui i tassi di rendimento e spread sono scesi a livelli molto bassi.
In parte è anche il riflesso di una serie di avvenimenti che hanno creato volatilità nei mercati: le oscillazioni del franco svizzero, la Grecia, i prezzi del petrolio e la Cina. La Banca Centrale Europea ha adottato il Quantitative Easing e i Bund sono stati venduti massicciamente, contrariamente al posizionamento del mercato. E poi ci sono stati i tentennamenti della Federal Reserve.
Oggi sembra che ci stiamo avvicinando a un ciclo economico normale: gli Stati Uniti sono vicini alla piena capacità produttiva, la stretta monetaria inizierà presto, il credito dovrebbe sovraperformare i tassi e alla fine il ciclo toccherà i livelli massimi. Temo che sarà difficile ottenere rendimenti brillanti dalle obbligazioni anche nel 2016. Anche se i rendimenti sono un po’ più alti rispetto alla fine dello scorso anno, la componente di reddito legata ai flussi cedolari sarà molto probabilmente più che bilanciata dalla dinamica negativa dei prezzi, soprattutto nei mercati in cui i tassi di interesse saliranno (Stati Uniti e Regno Unito).
Per affrontare il rialzo dei tassi occorre puntare sulla duration breve; nel segmento high yield probabilmente assisteremo a un aumento dei default dopo che i tassi saranno saliti. Quindi gli investitori dovrebbero essere ricompensati per il rischio di credito assunto. Ma tutto ruota attorno agli interventi della banca centrale americana, all’andamento dell’inflazione e alla conseguente reazione dell’economia e dei mercati.
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.