Bitcoin sotto pressione: scoperte immagini pedopornografiche nella blockchain
La scoperta dei ricercatori della RWTH Aachen University della Germania potrebbe mettere sotto pressione il Bitcoin. I ricercatori tedeschi sono entrati all’interno della blockchain e hanno scoperto in diversi file materiali pedopornografici, addirittura di abusi sessuali su minori.
“La nostra analisi – dice uno dei ricercatori al quotidiano britannico The Guardian – mostra che determinati contenuti, ad esempio la pedopornografia, possono rendere illegale il semplice possesso di una blockchain. Sebbene le sentenze dei tribunali non esistano ancora, i testi legislativi di paesi come la Germania, il Regno Unito o gli Stati Uniti suggeriscono che contenuti pedopornografici possono rendere illegale la blockchain per tutti i link legati al dark web”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.