Bitcoin: nuova tegola dalla Sec, prezzi sotto $10 mila
Nuova batosta sui prezzi di Bitcoin, che scendono sotto 10.000 dollari sulla piattaforma Coinbase ($9.936,00 questa mattina). A pesare sono le parole della Sec, la Consob americana, che ha stabilito che le piazze di scambio di asset digitali devono registrarsi presso la Sec.
”Se una piattaforma offre il trading di asset digitali e opera come una piattaforma di ‘scambio’, come definito dalle leggi federali, allora si deve registrare alla Sec – si legge in una nota. Siamo preoccupati del fatto che diverse piattaforme di trading appaiono agli investitori come mercati registrati e regolamentati dalla Sec mentre in realtà non lo sono. Molte piattaforme si definiscono come piazze di scambio, e questo può creare negli investitori l’impressione sbagliata sul fatto che si tratti di piazze regolamentate e che rispettano gli standard nazionali”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.