Bitcoin, dopo il traguardo dei 18mila dollari “punta al massimo storico”
“Dopo aver superato la soglia dei 18.000 Dollari, il bitcoin punta ora al massimo storico di 20.000 Dollari”: è quanto afferma l’analista specializzato in crypto asset di eToro, Simon Peters.
“L’ultima volta che il bitcoin ha raggiunto la soglia di 20.000 dollari è stato nel 2017, e gli investitori retail si sono accumulati. Ma le cose andranno allo stesso modo questa volta? Tre anni dopo, ci sono tutta una serie di fattori che contribuiscono all’attuale aumento dei prezzi, incluso un massiccio afflusso di investitori da fondi di investimento quotati, schemi pensionistici e fondi di dotazione universitari, il che mostra quanto lontano sia arrivato il bitcoin. I set di indicatori che analizzano lo stato di salute del bitcoin – e che valutano i dati della blockchain, la tecnologia alla base delle criptovalute – stanno riportando segnali forti che giustificano i recenti aumenti dei prezzi”.
“Il livello di $ 20.000 è chiaramente il prossimo obiettivo per bitcoin. Se si dovesse superare quel livello quest’anno, cosa che credo possibile, allora saremo in un territorio inesplorato finché il sentiment verso questa criptovaluta rimane positivo”, ha aggiunto Peters, “la maturità di Bitcoin, evidenziata dalla diversità dei suoi investitori e da set di dati estesi e ad ampio raggio, significa che possiamo dire con una certa trepidazione, ‘questa volta è diverso’”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.