Benvic (Investindustrial): acquisita la statunitense Chemres
Benvic ha annunciato l’acquisizione di Chemres, azienda statunitense leader nella fornitura di polimeri, composti personalizzati e soluzioni per una varietà di settori, tra cui quello medico, del packaging e dei cavi. L’integrazione di Chemres, si legge nel comunicato, permetterà a Benvic di fare il suo ingresso nel mercato statunitense e di rafforzare la sua presenza nel settore medico, consentendogli di diventare un fornitore globale chiave per questo segmento. Benvic, infatti, combinerà la sua comprovata esperienza nella fornitura di soluzioni altamente innovative con la conoscenza del mercato nordamericano di Chemres e con il suo consolidato portafoglio clienti.
Basata a Princeton (New Jersey) e con sedi operative a Chesapeake (Virginia), Chemres è una società specializzata nell’attività di compounding, con un forte posizionamento nel mercato statunitense delle lenti a contatto e vanta relazioni di lungo termine con i clienti nei settori di riferimento in cui opera. L’acquisizione di Chemres rappresenta la nona acquisizione dopo l’ingresso di lnvestindustrial nel capitale nel 2018. In Italia, in particolare, Benvic ha portato a termine 5 operazioni tra cui l’acquisizione, avvenuta nel 2019, di Modenplast Medical. Nel 2020 è stata acquisita Luc & Bel, produttore italiano specializzato nella progettazione e realizzazione di componenti per dispositivi medici, alla quale nel 2021 sono seguite le attività selezionate di compounding TPE e PP da Celanese, che coprono i segmenti Infill (per erba sintetica), Appliance PP, in particolare per elettrodomestici, e Footwear in Europa. Il management di Chemres, guidato dal fondatore Paul Keimig, sta collaborando con Benvic per la sua crescita in Nord America.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.