Bce, Weidmann a briglia sciolta vicino all’addio lancia allarme inflazione contraddicendo Christine Lagarde
“Non dovremmo ignorare il rischio di una inflazione troppo alta”. E’ quanto ha detto Jens Weidmann, presidente della Bundesbank ed esponente del Consiglio direttivo della Bce, che ha annunciato le proprie dimissioni alla fine di ottobre, per motivi personali, come ha riferito lui stesso. Le dimissioni sono previste per la fine dell’anno.
In uno dei suoi ultimi discorsi nelle vesti di membro della banca centrale europea e di numero uno della banca centrale tedesca, Weidmann non ha fatto alcun mistero delle sue opinioni da falco, affermando che “la politica monetaria non dovrebbe rimanere ancorata alla sua impostazione attuale, molto accomodante, per troppo tempo”.
“L’inflazione impiegherà probabilmente più tempo di quanto previsto in precedente per ridursi”, ha avvertito il banchiere facendo anche notare che, nel medio termine, “è possibile che il tasso di inflazione dell’area euro non scenda al di sotto del target (della Bce)” – contrariamente a quanto ribadito nelle ultime riunioni dell’Eurotower dalla numero uno Christine Lagarde – visto che la banca centrale potrebbe essere costretta, a causa delle pressioni dei governi preoccupati per la pandemia Covid-19, “a mantenere la politica monetaria accomodante per più tempo del necessario”.
Oggi ha parlato anche Lagarde, in occasione dell’evento del Congresso europeo sulle banche di Francoforte.
“La Bce non deve affrettarsi a lanciare una stretta prematura” di politica monetaria, ha detto la numero uno della banca centrale. “E’ molto improbabile che le condizioni per alzare i tassi vengano soddisfatte l’anno prossimo”, ha ribadito.
L’euro ha bucato oggi la soglia di $1,13 nei confronti del dollaro.
Il rapporto eur-usd perde alle 14.50 ora italiana lo 0,70% a $1,1291. Nelle ultime ore, la moneta unica è capitolata fino a $1,1263, testando i nuovi minimi degli ultimi 16 mesi.
Nel corso di questa settimana l’euro ha perso lo 0,6%, a fronte del rialzo del +0,5% nello stesso arco temporale del Dollar Index, volato al record degli ultimi 16 mesi, attorno a 95,530.
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Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,2% a giugno, trainate da forti guadagni in alcuni settori, nonostante il calo delle entrate delle stazioni di servizio. Le vendite, escluse auto e gas, sono salite dello 0,4%, mostrando la resilienza della spesa dei consumatori.
Il consiglio di amministrazione di Recordati approva la congruitĂ del prezzo dell’offerta pubblica di acquisto da parte di Respighi BidCo, mentre i membri indipendenti esprimono parere contrario. La decisione si basa sull’analisi di Lazard, ma gli indipendenti, supportati da Rothschild & Co Italia, ritengono il prezzo inadeguato rispetto al valore e alle prospettive della societĂ .
Uber Technologies ha annunciato l’acquisizione di Delivery Hero, valutando la societĂ tedesca di consegne alimentari 14,8 miliardi di dollari. L’accordo include l’acquisto delle azioni di Prosus e la cessione di 14 mercati a SSW Partners.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha aumentato le sue previsioni di spesa e ricavi per l’anno, riflettendo la fiducia nella domanda globale di infrastrutture AI. La societĂ prevede ora una spesa in conto capitale tra i 60 e i 64 miliardi di dollari per il 2026, con una crescita dei ricavi di poco superiore al 40% in termini di dollari USA.