Bce tiene i tassi fermi allo zero, massima cautela da parte di Draghi
La Bce ha mantenuto lo status quo sui tassi di interesse precisando che rimannno dove sono per un periodo prolungato. Dal momento che anche i tassi sui depositi sono rimasti invariati, le banche dell’area euro dovranno continuare a sborsare lo 0,4% di interessi per avere il privilegio di parcheggiare denaro presso i forzieri dell’istituto di Francoforte e dovranno pagare lo 0,25% per chiedere soldi in prestito dalla Bce.
La Bce ha anche annunciato che il bazooka monetario durerà fino a dicembre e anche oltre quella data “se necessario”. Gli analisti ora si concentrano sulla conferenza stampa successiva alla decisione, con Mario Draghi che dovrebbe mantenere un profilo relativamente basso. Sarebbe il panico sui mercati nel caso in cui la Bce dovesse sorprendere tutti fornendo dettagli sul piano di uscita dal programma di acquisto di titoli obbligazionari. Difficilmente sarà così.
Naeem Aslam di Think Markets prevede che l’approccio sarà molto attento e l’agenda sarà quella di rafforzare le linee guida su economia e inflazione. Quello che il mercato aspetta di sentirsi dire dalla Bce è che i funzionari del board hanno affrontato il tema caldo del tapering, ossia la riduzione della mole e della gittata del Quantitative Easing.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci giĂ in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltĂ in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metĂ dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.