Bce, Lagarde sfida i mercati e i dati macro: fiammata inflazione durerà più delle attese ma temporanea. No rischio stagflazione

28 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

L’area euro non fa fronte al rischio di stagflazione e, sebbene gli acquisti di asset effettuati con il PEPP modereranno il passo – come annunciato nella precedente riunione del Consiglio direttivo – la Bce non sta lanciando alcun tapering: piuttosto, una ricalibrazione. E’ quanto ha ripetuto oggi la presidente della banca centrale europea Christine Lagarde, nella conferenza stampa successiva all’annuncio delle decisioni di politica monetaria prese dall’Eurotower.

Nulla di nuovo oggi, come previsto dal consensus degli analisti. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale sono rimasti invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%.

Confermati anche tutti gli altri bazooka presenti nell’arsenale della Bce, dunque il programma ‘tradizionale’ di acquisto di asset APP, la forward guidance e altri strumenti.

Lagarde ha ammesso che la questione relativa al balzo dell’inflazione – che sta interessando tutto il mondo, Eurozona compresa – è stata attentamente esaminata dal Consiglio direttivo.

Il fenomeno del balzo dei prezzi, ha spiegato, dipende molto dal trend della domanda, che è “disconnesso da quello dell’offerta”. Con la riapertura-reopening dell’economia successiva alla fine del lockdown da pandemia Covid-19, l’offerta non è riuscita praticamente a tenere il passo della domanda e viceversa, e questo fattore è tra quelli, ha detto Lagarde, che spiegano l’aumento dell’inflazione.

C’è poi il boom dei “prezzi dell’energia, che ha sì a che fare con la domanda e con l’offerta, ma anche con altri fattori, come le forniture dalla Russia e la domanda da parte della Cina”. Alla base della fiammata dell’inflazione, ci sono infine i ‘base effects’.

La numero uno della Bce è stata costretta ad ammettere, in sintesi, che “l’inflazione impiegherà più tempo a rallentare il passo rispetto a quanto previsto, a causa delle strozzature che stanno colpendo le catene di approviggionamento e della crescita della domanda da parte dei consumatori”.

Ma ha aggiunto anche che “continuiamo a prevedere che, nel medio termine, l’inflazione si attesterà a un valore inferiore al target (pari al 2%)”, che la fiammata dunque si confermerà temporanea, continuando fino alla fine del 2021, per poi rallentare il passo nel 2022.

Riguardo alla stagflazione, l’area euro non corre alcun rischio: è vero infatti che il momentum della crescita del Pil sta rallentando, ma “la crescita prosegue”, il che significa che “non c’è stagnazione”.Inoltre, “abbiamo anche detto che l’inflazione salirà fino alla fine del 2021, per poi rallentare nel 2022 e rimanere nel medio termine ancora al di sotto del nostro target (del 2%). Di conseguenza non credo che ci sia il rischio di stagflazione”.

Sul PEPP, il QE pandemico bazooka numero uno che la Bce ha lanciato l’anno scorso contro gli effetti economici e finanziari della pandemia Covid-19, Lagarde ha puntualizzato che “le condizioni di finanziamento rimangono favorevoli per imprese e famiglie, e tali da avallare un rallentamento nel ritmo degli acquisti che avvengono con il PEPPm rispetto agli acquisti del secondo e terzo trimestre”. La numero uno della Bce ha ribadito tuttavia che, per l’appunto, che non di tapering si tratta ma di ricalibrazione.

Anche oggi, insomma, Lagarde ha rassicurato i mercati sulla natura temporanea dell’inflazione: peccato che i dati macro continuino ad assillare economisti e strategist, facendo sentire i loro effetti, in generale, sulle tasche dei consumatori.

Nelle ultime ore è stato reso noto l’indice dei prezzi al consumo della Germania, balzato del 4,5%, oltre il +4,4% atteso e ben oltre il target di inflazione della Bce, pari al 2%. In Spagna, l’inflazione è arrivata a schizzare del 5,5%.

In tutto questo, Bloomberg ha riportato la notizia relativa ai problemi di sonno del ministro delle finanze austriaco Gernot Bluemel, seriamente preoccupato per il trend dell’inflazione, al punto da non riuscire a  dormire. Bluemel, secondo le indiscrezioni, avrebbe inviato un messaggio alla Bce lanciando un appello affinché alzi i tassi.

Ma Lagarde è rimasta evidentemente impassibile, e ha rimandato al mittente anche quanto i mercati monetari stanno scontando: sempre secondo Bloomberg, un rialzo dei tassi, nell’area euro, pari a 10 punti base entro il prossimo agosto e di 21 punti base entro la fine dell’anno prossimo.