BCC, Bankitalia: da riforma nascita di due-tre gruppi ma robusti

3 Novembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Banche di credito cooperativo in Italia: sul sito di Bankitalia sono state rese note le norme che attuano la riforma, che dovrebbe concludersi nel 2018, anche se Via Nazionale spera che il processo possa essere terminato entro la fine del 2017. con la presumibile nascita di due gruppi (Iccrea e Cassa Centrale più il gruppo provinciale di Bolzano). Tutto dipenderà dal modo in cui gli istituti decideranno di accorparsi, prendendo la strada dell’aggregazione.

Si parla di un mercato, quello delle Bcc, caratterizzato dalla presenza di 4.385 sportelli, 236 miliardi di attivo e oltre 30.000 dipendenti.

La riforma punta a ridurre il numero delle Bcc e a promuovere la nascita del Gruppo bancario cooperativo, composto da una Capogruppo (patrimonio netto almeno un milione di euro) in cui la maggioranza del capitale è detenuto dalla Bcc aderenti al Gruppo. Fino al 49% del capitale può essere detenuto dal mercato.

Così fonti di Bankitalia sentite dall’Ansa:

La Banca d’Italia non “tifa per la costituzione di un gruppo delle Bcc o di due” ma baderà a che quelli che nasceranno con la riforma arrivino presto, già nel 2017 e siano soprattutto “robusti”.

Ancora:

“Non ragioniamo in astratto se siano meglio uno o due, l’importante è che siano robusti. E visto che non si parla di 10 gruppi ma di uno, due o, al massimo, tre, non ci sono preclusioni di principio” spiegano. Saranno poi gli statuti e non le norme a fissare la quota massima degli organi delle capogruppo riservata a esponenti di Bcc, nell’ambito della riforma del credito cooperativo. Saranno prese in considerazione “obiettivi di professionalità e competenza degli esponenti, diversificazione dell’organo”. L’importante è che i componenti, e i dirigenti di prima importanza, abbiamo le necessarie competenze professionali per gruppi che saranno fra i primi 10 nella classifica delle banche italiane e vigilati dalla Bce.