Banche regionali salvate con bail-in: alla fine le compra Ubi Banca
Nulla di fatto: non sono arrivate offerte o manifestazioni di interesse dell’ultima ora per le banche regionali salvate con il regime del bail-in l’anno scorso. Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti saranno quindi comprate da Ubi Banca, che conta di chiudere l’operazione in settimana. I consigli delle rispettive banche finite in risoluzione saranno convocati giovedì. Come noto, Ubi verserà una somma simbolica per i tre istituti, che prima di cambiare proprietà verranno ripuliti in un’operazione a carico dell’attuale azionista, il Fondo di risoluzione istituito presso Bankitalia e finanziato da tutte le banche italiane.
Nell’operazione entrerà anche la cessione da parte delle tre banche di 2,2 miliardi tra sofferenze (1,7 miliardi) e incagli (500 milioni) con la partecipazione del fondo Atlante. La carenza di capitale che ne scaturirà verrà colmata dal Fondo interbancario. Il fondo dovrà farsi carico anche di una parte dei costi di ristrutturazione: circa 170 milioni di euro complessivi, tra chiusura delle filiali e gestione degli esuberi. Dei 4.700 dipendenti dei tre istituti 900 saranno licenziati.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.