Banche: referendum mette a rischio il mercato italiano dei crediti deteriorati

7 Dicembre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – L’instabilità politica a seguito dell’esito del referendum costituzionale di domenica scuote il sistema bancario italiano in un momento in cui stava finalmente iniziando ad affrontare il problema dei non-performing loans (NPLs).

E’ quanto si legge nel rapporto “Filling the Gap” di Banca IFIS e Debtwire da cui si evince che nel 2016, Debtwire ha registrato 23 operazioni concluse che coinvolgono NPLs italiani per un valore lordo (GBV) di 19.7 milioni di euro – tra cui l’acquisizione da parte di Cerved della piattaforma di gestione di NPL di Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS) Project Juliet, che da sola gestisce 9 miliardi di euro di NPLs.

Quest’anno – si legge nel comunicato – l’Italia è sulla buona strada per superare ampiamente le vendite complessive di NPLs del 2015, pari a 19 miliardi di euro. Alla fine di novembre Debtwire monitorava 14 transazioni in corso per un GBV complessivo di € 64.6 miliardi di euro.