Banche italiane: utili in crescita trainati da Unicredit e Intesa San Paolo
Il settore bancario, trainato da Intesa Sanpaolo e Unicredit, ha riportato nei primi nove mesi del 2021 utili in decisa crescita. Dall’analisi del Centro Studi Uilca Orietta Guerra, svolto sui i conti economici dei dieci maggiori istituti di credito italiani, emerge che la quasi la totalità delle banche analizzate evidenzia un risultato economico positivo nei mesi presi in considerazione con un utile complessivo pari a 9,3 miliardi di euro.
I numeri delle 10 maggiori banche italiane
Come fanno notare gli analisti di Uilca, se si escludono dal conteggio i due colossi Unicredit e Intesa, il risultato mostrerebbe un utile netto complessivo di “appena” 2,1 miliardi.
La crescita complessiva degli utili di 2,5 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2020 è stata resa possibile anche dal miglioramento dell’economia, con la campagna di vaccinazione che ha permesso di riaprire attività fortemente in crisi come il turismo. Le banche quest’anno hanno registrato utili in crescita grazie anche alla riduzione delle rettifiche sui crediti deteriorati per un valore di 4,2 miliardi di euro, rispetto all’anno precedente.
Il momento attuale appare però tutt’altro che semplice, preoccupa infatti la risalita dei contagi, complice la variante Omicron che spaventa sempre più Paesi e mercati. Al complesso scenario si aggiungono inoltre, tensioni geopolitiche mondiali come la crisi delle materie prime, l’aumento del costo dell’energia, il clima e i sempre più frequenti fenomeni migratori.
L’obiettivo, come osserva Fulvio Furlan segretario generale di Uilca, è avere un settore bancario che favorisca lo sviluppo, aumentando la ricchezza nazionale, i salari e l’occupazione.
La banca svolgerà un ruolo da protagonista per un’applicazione virtuosa del Pnrr, serve quindi pensare ad un’innovazione di sistema per creare un settore in grado di sostenere territori, imprese e famiglie.
In questo scenario i regolatori europei dovranno trovare delle soluzioni di sistema, pur tutelando il patrimonio dei correntisti, per realtĂ bancarie in difficoltĂ come Monte dei Paschi di Siena, ma anche Banca Carige e Popolare di Bari.
Cresce la quota degli UTP
Dall’analisi sul settore bancario di Uilca si evince che oggi il 64,7% dei crediti deteriorati è costituito da unlikely to pay (Utp), ovvero “improbabile che paghi”, quindi finanziamenti a soggetti che sono si in tensione finanziaria ma non ancora in default.
Il rapporto mette infine in luce una continua riduzione delle moratorie sui crediti, che per i cinque gruppi bancari, sono attualmente pari a 31 miliardi di euro. Quest’ultime sono concentrate per la maggior parte in imprese con un tasso di default inferiore al 2%, dato che per il momento non desta preoccupazioni.
Breaking news
La borsa di Tokyo ha chiuso con una performance mista: l’indice Nikkei ha subito una lieve flessione dello 0,17%, mentre il Topix ha guadagnato lo 0,45%. Gli investitori sono concentrati sugli sviluppi in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio ancora elevato. Anche la borsa di Seul ha registrato un aumento con l’indice Kospi in crescita dello 0,74%.
Banco Santander SA ha registrato un utile netto nel secondo trimestre che ha superato le stime degli analisti, continuando ad aggiungere milioni di clienti. La banca ha acquisito 12 milioni di clienti negli ultimi 12 mesi e prevede un riacquisto di azioni per circa 1,8 miliardi di euro. La presidente esecutiva Ana Botin ha dichiarato che Santander continuerĂ a investire in opportunitĂ di crescita redditizia, puntando sull’intelligenza artificiale per raggiungere i suoi obiettivi di profitto.
Il presidente Donald Trump ha annunciato che i produttori di farmaci generici avranno due anni per trasferire la produzione negli Stati Uniti, altrimenti dal 2028 dovranno affrontare un dazio del 100% sulle importazioni. Questa misura potrebbe aumentare i costi per i produttori e causare un incremento dei prezzi e possibili carenze di trattamenti generici.
Il calo dei prezzi dei carburanti ha contribuito a ridurre l’inflazione nel Regno Unito al livello piĂą basso da oltre un anno, offrendo un po’ di sollievo alle famiglie. Il nuovo Primo Ministro, Andy Burnham, ha promesso di affrontare il costo della vita. I prezzi al consumo sono aumentati del 2,6% nei 12 mesi fino a giugno, in calo rispetto al 2,8% del mese precedente.
