Banche: sofferenze lorde cresciute ancora, nuovo record a gennaio
Le sofferenze bancarie lorde, il principale problema del settore italiano che minaccia la stabilità dell’intero sistema europeo, sono cresciute anche a gennaio in Italia risultato pari a oltre 200 miliardi di euro. Sui dodici mesi, il tasso di incremento dei crediti inesigibili è risultato pari al 9% a quota 202 miliardi (9,4% a dicembre).
Bankitalia nel comunicato sulle “Principali voci dei bilanci bancari” spiega che il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze è calcolato senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuita’ statistiche. In alcuni casi la percentuale dei Non-Performing Loans rispetto al totale degli asset della banca sale anche fino al 20%.
I depositi del settore privato hanno registrato un aumento su base annuale del 3,6%, contro il +3,9% di dicembre. La raccolta obbligazionaria, inclusi i Bond detenuti dal sistema bancario, è diminuita del 16,5%, sempre su base annua, a fronte del -15,1% nel mese precedente.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.