Banche italiane e aiuti di Stato: per azionisti 24 miliardi in fumo. L’1,5% del PIL

6 Gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Oggi un articolo di Italy Europe 24 (Sole 24 Ore) firmato da Fabio Pavesi rivela come gli azionisti di ben sette banche italiane abbiano visto andare in fumo 24 miliardi di euro: una distruzione di ricchezza pari all’1,5% del PIL dell’Italia. La debacle del settore ha coinvolto più di 380.000 persone, azionisti che hanno visto azzerare i loro investimenti in Mps, Popolare di Vicenza e le quattro good bank, nate dalle ceneri delle precedenti Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara.

“Nelle perdite la parte del leone, ovviamente, è stata di Mps, la banca più vecchia del mondo, che sarà nazionalizzata attraverso un’iniezione di 6 miliardi di euro nell’istituzione”, con il Tesoro che arriverà a detenere una partecipazione fino al 70%, diventando il primo azionista. Il salvataggio lascia una scia di gravi perdita per l’istituto senese e per i suoi 175.000 azionisti, con il valore di mercato distrutto pari a 12 miliardi. E’ di altri 11 miliardi il bagno di sangue che ha colpito gli azionisti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

Ancora:

“Banca Etruria, l’unica delle quattro banche (le attuali good bank) a essere quotata, aveva una capitalizzazione di mercato pari a 400 milioni di euro, appena dopo il periodo della crisi di Lehman Brothers. Ora quel numero è pari a zero. E anche le azioni del valore di centinaia di milioni di euro di Banca Marche, CariChieti e CariFerrara sono andate in fumo”.

Intanto, altre indiscrezioni circolano oggi sul riassetto delle banche italiane e in particolare su Ubi Banca, che sarebbe vicina a concludere la prossima settimana un accordo per acquistare tre di quattro istituti che sono stati salvati con procedura di bail-in nel 2016: si tratta delle tre good bank Nuova Banca Etruria, Nuova Banca Marche e Nuova CariChieti.