Banche e Npl, Nouy: stretta della Bce slitta di qualche mese
La stretta sui crediti deteriorati prevista dalla Bce è rinviata di qualche mese e non fino al 2019 come si poteva pensare inizialmente. A dirlo è stata la presidente del Consiglio di vigilanza della Bce Daniele Nouy, che ha confermato lo slittamento dell’Addendum Bce sui Npl ma ha chiuso la porta a uno slittamento fino di più di un anno.
Il ritardo è dovuto al fatto, ha spiegato Nouy, che la Bce ha bisogno di tempo per elaborare il feedback del settore bancario e degli npl. “Penso che questo processo di analisi richiederà un mese o due e quindi serviranno ancora alcuni mesi”, ha detto la funzionaria della Bce al quotidiano portoghese Público, aggiungendo che “non cambia molto se si parte il 1° gennaio, il 1° aprile o il 1° giugno e non vi è motivo di rinviare fino al 2019”.
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La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, considera il recente calo delle azioni tecnologiche globali come un’opportunità d’acquisto, sottolineando l’inizio della costruzione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Huang ha evidenziato un accordo con SK Hynix per progettare chip di memoria per AI.
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.