Banche: crediti deteriorati ai minimi storici, ma rischio boom con fine moratorie

30 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Rischio di credito a famiglie e imprese sui minimi storici in Italia, ma con la fine delle misure di sostegno la tendenza potrebbe invertirsi con un aumento del rischio nei prossimi mesi.

Questo il quadro che emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio NPE di CRIBIS Credit Management – società del Gruppo CRIF specializzata nella gestione dei processi di Collection e di NPL management – che si pone l’obiettivo di fornire una visione complessiva e aggiornata sul mercato degli NPE (Non Performing Exposure).

Nel 2021 è proseguita la contrazione dei tassi dei default sui crediti concessi a famiglie e imprese. In particolare, l’analisi nel periodo compreso da dicembre 2020 a dicembre 2021 mostra per le società di capitali un tasso di default che passa dal 2,6% all’1,6%, mentre per le persone fisiche passa dal 1,6% al 1,2%.

“Gli interventi governativi e di categoria hanno mitigato in modo estremamente efficace gli effetti della crisi economica causata dalla pandemia – ha commentato Alberto Sondri Executive Director CRIBIS Credit Management – Riteniamo, inoltre, che un ridotto livello di consumi, registrato in periodo pandemico, abbia consentito in particolare alle famiglie di mantenere gli obblighi finanziari contratti precedentemente al 2020. Per la liquidità delle imprese, invece, un ruolo fondamentale l’hanno avuto gli strumenti di finanza agevolata. Nei prossimi mesi andremo ad osservare l’effetto derivante dal termine delle moratorie e dall’avvio dei piani di rimborso dei crediti garantiti. Alla luce di questo riteniamo che possa verificarsi un’inversione del trend dei tassi di default”.