Banca mondiale: “guerra e calo petrolio, gravi danni al Medioriente”

5 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – La crescita economica in Medio oriente e nel Nord Africa nel 2015, secondo quanto affermato dalla banca Mondiale, è stata appena del 2,6% non all’altezza della previsione del 2,8% nel mese di ottobre dimostrando così come la guerra, il terrorismo e il petrolio a buon mercato hanno dato il loro peso.

In un nuovo rapporto, la Banca mondiale ha affermato che cinque anni di guerra in Siria e ricadute nei paesi limitrofi sono costati alla regione 35 miliardi di dollari in meno.

Il crollo dei prezzi del petrolio a circa 30 dollari al barile da oltre i 100 di due anni fa sta causando un grave problema a gli esportatori di petrolio della regione, con le entrate del governo in forte calo e un deficit di bilancio in crescita. Secondo la Banca Mondiale il debito pubblico in Arabia Saudita potrebbe raggiungere il 20 per cento del PIL nel 2017, 10 volte il livello del 2,2% registrato nel 2013.

“I più ricchi esportatori di petrolio della regione, Arabia saudita, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, hanno grandi riserve (…) ai livelli attuali di spesa, e con un prezzo del petrolio di 40 dollari al barile, l’Arabia Saudita esaurirà le sue riserve entro la fine del decennio (…) Un accordo di pace in Siria , Iraq, Libia e Yemen potrebbe portare ad una rapida rapida della produzione di petrolio, permettendo loro di aumentare il regime fiscale e stimolare la crescita economica nel medio termine, con ricadute positive per i paesi vicini”.