Azionario Asia: Tokyo oltre +3%, grazie a mix yen e petrolio
ROMA (WSI) – Positiva la performance della Borsa di Tokyo che, dopo essere scivolata -3,4% nella sessione precedente, ha beneficiato oggi dell’indebolimento dello yen e del balzo di Wall Street, salita ai massimi dell’anno. Protagonista l’indice Dow Jones, che ha chiuso sopra quota 18.000.
L‘azionario asiatico ha beneficiato anche nel recupero dei titoli petroliferi, dopo il forte crollo dei prezzi del petrolio della vigilia provocato dal flop del meeting di Doha tra i paesi Opec e non Opec. L’inversione di rotta del petrolio è stata alimentata dalle indiscrezioni secondo cui lo sciopero dei lavoratori del settore in Kuwait avrebbe già fatto sentire i suoi effetti sull’offerta giornaliera di petrolio del paese del Golfo.
Reuters ha reso noto in particolare che lo sciopero ha tagliato la produzione di petrolio crude del Kuwait di oltre -60%, dai 3 milioni di barili al giorno a 1,1 milioni di barili circa.
Dietrofront dello yen, con il dollaro/yen salito fino a JPY 109,05 dopo essere sceso sotto JPY 108 nella seduta precedente.
Positiva anche Sidney +1,13%, Hong Kong +0,69% (contrattazioni ancora in corso), Shanghai +0,21% (contrattazioni ancora in corso), Seoul +0,16%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.