Azionario Asia giù, borsa Tokyo -0,76%

25 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

Azionario sotto pressione in Asia, con la borsa di Tokyo che ha visto l’indice Nikkei chiudere -0,76% a 17.439,30 punti. La cautela degli investitori si spiega con le decisioni di politica monetaria che verranno prese in settimana da alcune banche centrali, come la Bank of Japan, la Fed e la Reserve Bank of New Zealand.

Chiusi per festività nazionale nella giornata di oggi, i mercati di Nuova Zelanda e Australia. Al momento l’indice Shanghai cede lo 0,40% circa. Seoul ha chiuso piatta -0,05%, Hong Kong perde -0,74%.

Molto male sull’azionario giapponese il titolo Sony, che è crollato di oltre -6%, dopo le notizie secondo cui il colosso dell’elettronica avrebbe dichiarato l’intenzione di posticipare le stime sugli utili relativi all’anno fiscale del 2016, per poter valutare meglio i danni provocati dal terremoto che ha colpito il sud del Giappone due settimane fa. Inizialmente attesi per il 28 aprile, i dati sull’outlook saranno resi noti a maggio.

Sul mercato valutario, forte indebolimento dello yen.

Si attendono nuove e più incisive manovre soprattutto dalla Bank of Japan. Intervistata da Cnbc Kathy Lien, managing director della divisione di strategia sul forex presso BK Asset Management, ha sottolineato che:

“Ci sono indiscrezioni secondo cui la Bank of Japan potrebbe introdurre, accanto ai tassi sui depositi già negativi, anche i tassi negativi sui prestiti. Con l’economia giapponese che fa fatica, zavorrata da un forte yen e da una crescita globale dell’economia più lenta, e con gli speculatori che detengono un ammontare record di posizioni lunghe sullo yen, la probabilità che ci sia un allentamento da parte della Bank of Japan è elevata”. Almeno la metà degli analisti intervistati da Reuters prevede in settimana l’annuncio di nuove misure straordinarie di allentamento monetario.

Di conseguenza sul mercato valutario, nell’attesa degli annunci della Bank of Japan, si assiste all’indebolimento dello yen che, dopo essersi apprezzato fino a 107 la scorsa settimana nei confronti del dollaro, scende a 111 circa. Occhio anche al Dollar Index, che misura la performance del dollaro nei confronti di un paniere di valute, e che è rallentato da un massimo di 99,829 ai minimi di 93,627, complice la Fed che ha messo il freno al percorso di rialzo dei tassi, dopo averli alzati per la prima volta in quasi dieci anni, lo scorso dicembre.