Azionario Asia, con TPP benefici per settore abbigliamento e tessile

30 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Christopher Chu, Fund Manager, Azionario Asia, Union Bancaire Privée

Sulla scia di un miglioramento del sentiment degli investitori, i mercati azionari asiatici hanno registrato la scorsa settimana un rimbalzo a livello globale. Nella settimana finita il 16 ottobre, l’indice MSCI Asia ex-Japan ha guadagnato il 2,03%, l’indice CSI 300 il 5,81%, il Nifty lo 0,59% e il KOSPI della Corea del Sud lo 0,53%. Dati deludenti sulla disoccupazione americana hanno fatto diminuire la probabilità di un rialzo nel breve periodo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, fattore che è poi alla base della sovraperformance della regione dell’ASEAN, trainata da un rally a doppia cifra dell’Indonesia, rispetto all’Asia settentrionale.

I dati cinesi continuano a stabilizzarsi. In termini di dollari statunitensi, le esportazioni del gigante asiatico sono scese del 3,7% a/a a settembre, un miglioramento rispetto al -5,5% fatto segnare ad agosto. Tuttavia, le importazioni sono rimaste deboli, mostrando un calo del 20,4% a/a, peggio del -13,8% dell’ottavo mese dell’anno. Ciò è comunque legato in gran parte al calo dei prezzi delle materie prime. La diminuzione delle importazioni ha prodotto un surplus commerciale di 60,3 miliardi di dollari a settembre, elemento che potrebbe dare beneficio al tasso di cambio del remnimbi sul lungo termine. Nel frattempo, l’indice dei prezzi al consumo è salito dell’1,6% a/a a settembre, meno delle attese. Secondo i mercati, questo potrebbe far accrescere la probabilità di un ulteriore allentamento monetario nel breve termine.

Maggiore attenzione è stata data alla qualità della crescita, con una enfasi superiore sulla nuova industrializzazione, sulla riforma delle imprese a controllo pubblico, sul manifatturiero avanzato, sul settore dell’informazione, su quello dell’urbanizzazione e sui settori pro-ambiente. Il Quinto Plenum del Partito Comunista, che inizierà il 26 ottobre, dovrebbe offrire un outlook e linee guida più chiari. Le ultime riforme ad essere state attuate sono quelle legate ai consumi interni. Di recente, il settore delle auto è stato al centro dell’intervento del Consiglio di Stato cinese, che ha annunciato il taglio della tassa sugli acquisti dal 10% al 5% per le auto con motori sotto gli 1,6 litri, a partire dal 1 ottobre fino al termine del 2016, nel tentativo di rilanciare le vendite di autovetture e ridurne l’impatto ambientale. Great Wall Motor probabilmente beneficerà di questa notizia, poiché circa l’88% delle auto vendute dalla società, finora nel 2015, ha motori di cilindrata pari o inferiore agli 1,6 litri.

A Hong Kong, MGM China ha guadagnato grazie a dati migliori delle attese relative alla Golden Week GGR. Anche il listino della Corea del Sud ha chiuso in positivo, con Samsung Electronics che ha visto un rialzo del titolo azionario grazie a risultati superiori alle aspettative per il terzo trimestre e alle attese di nuove politiche pro-azionisti. In India, Tata Motors ha visto accrescere i propri corsi azionari, grazie alle attese di un sostegno alle vendite derivante dall’introduzione di nuovi modelli da parte della sua unità dedicata al lusso, Jaguar Land Rover.

Il 5 ottobre finalmente è stato siglato tra Stati Uniti e 11 Paesi del Pacifico l’accordo TPP (Trans-Pacific Partnership). Aziende produttrici di abbigliamento e scarpe, come Nike, Lululemon e Under Armour, saranno le prime beneficiarie della riduzione delle tariffe. In Asia, titoli azionari legati al settore dei tessuti e dell’abbigliamento probabilmente saranno avvantaggiati da questo accordo, così come le società con un’esposizione al Vietnam in termini di capacità di produzione upstream avranno guadagni sostanziali, grazie ai potenziali risparmi sui costi e all’espansione delle quote di mercato. Shenzhou International, società di produzione integrata di tessuti/indumenti, che ha molti prodotti e una serie di brand internazionali, come Uniqlo, Nike, Adidas, dovrebbe essere la principale beneficiaria, anche perché ha in programma per i prossimi due anni di collocare circa il 40% della capacità produttiva downstream in Vietnam.