Automotive: Equita elegge le best pick del settore. Fusione Brembo-Pirelli resta un possibile scenario    

27 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

 

Il settore automobilistico continua a restare in primo piano e il peggioramento del newsflow relativo alla carenza di chip a partire dalla seconda metà di agosto ha già penalizzato i titoli del comparto (l’indice Stoxx Europe 600 Automobiles & Parts ha perso il 10% tra il 18 agosto e il 20 settembre) e probabilmente continuerà a influenzare le loro performance a breve termine generando volatilità. Gli analisti di Equita si sono soffermati sul settore ricordando che venerdì avevano già tagliato le stime per i ‘car components makers‘ più esposti al mass market (Faurecia, Valeo e Sogefi); e oggi guardano agli altri titoli che seguono con un’esposizione al settore auto (Stellantis, Pirelli, Michelin, Umicore e Brembo).

Gli esperti della sim milanese nell’attuale contesto ritengono che i car-maker siano da preferire nonostante l’elevata leva operativa perché, a fronte di minori volumi, hanno già dimostrato nel primo semestre di poter beneficiare di price-mix positivo che riteniamo replicabile nel secondo semestre (seppur in misura inferiore). Di contro i car components-maker sono meno interessanti perché subiscono contemporaneamente minori volumi, inefficienze per i continui stop & go produttivi e in alcuni casi non ottengono gli aumenti di prezzo per compensare il rincaro delle materie prime.

Le best picks del settore (con un occhio a Piazza Affari): fusione Pirelli-Brembo resta possibile scenario

Le best picks di Equita si distinguono per essere meno dipendenti dall’andamento dei volumi di mercato: Stellantis perchè beneficia di enormi sinergie di fusione; Faurecia perchè ha migliorato significativamente il suo profilo di rischio con l`acquisizione di Hella; Pirelli avendo un business più resiliente data l`esposizione al mercato del ricambio (75% del fatturato) e al focus sui prodotti High Value, entrambi con margini nettamente superiori alla media; infine Umicore perchè beneficia dell`elettrificazione dei trasporti e del relativo riciclaggio delle batterie, nonché dell`inflazione dei prezzi delle materie prime critiche per la transizione energetica.

Per quanto riguarda Brembo Equita apporta “limitati aggiustamenti alle stime 2021 (fatturato -2%, Ebit -5% e utile netto -5%) sapendo che il segmento premium (cui Brembo è maggiormente esposta) è ‘protetto’ nelle scelte produttive delle case automobilistiche e dei chip-makers. “Ci posizioniamo nella fascia bassa della guidance (ricavi +20/+25% su base annua a 2,65-2,76 miliardi e Ebitda margin circa 19,5%, ovvero 517-538 milioni – segnalano -. Per le stime 2022 apportiamo solo aggiustamenti minori. Come conseguenza target cala del 3% a 12,6”. Equita resta infine convinta che la fusione Brembo-Pirelli sia un possibile scenario che riteniamo potenzialmente più positivo per Pirelli (che si unirebbe al best-in-class player negli impianti frenanti e beneficerebbe di una struttura finanziaria combinata più solida) e meno positivo per Brembo (che rischierebbe di perdere gli usuali e meritati multipli a premio rispetto alla media dei componentisti europei).

Concentrandosi su Stellantis, Equita ha abbassato le stime per il 2021 (fatturato -3% a 150 miliardi, adj. Ebit -3% a 14,85 miliardi e utile netto -10% a 10,3 miliardi), ritenendo che la guidance operativa sia ancora realizzabile grazie al price/mix positivo (una situazione inusuale che si è creata per effetto dello sbilancio tra domanda e scarsità di offerta per i tagli produttivi imposti dalla carenza di chip); allo sfruttamento delle sinergie da fusione; al lieve rafforzamento del dollaro Usa che genere un piccolo effetto traslativo positivo. “Per gli anni successivi solo fine tuning in quanto riteniamo che si torni progressivamente alla normalità nel corso del 2022”, scrivono gli esperti di Equita che limano il target price del 2% a 22,6 euro e confermano la raccomandazione di acquisto (rating buy). In particolare, gli esperti citano i multipli convenienti, lo sfruttamento delle sinergie di fusione (che riteniamo possa essere superiori ai 5 miliardi dichiarati) che rendono Stellantis una storia diversa da un semplice titolo ciclico. Tra i catalyst citano la presentazione del business plan nel quarto trimestre o nel primo del 2022.

Nel mondo degli pneumatici, Equita si concentra Pirelli. “In questa fase di mercato con bassa visibilità sulla ripresa dei volumi di produzione a livello globale a causa dello shortage di chip i produttori di pneumatici sono più protetti poiché l`AM rappresenta tre quarti delle vendite e tipicamente è più resiliente e ha margini significativamente più alti rispetto al primo equipaggiamento – segnalano – la disciplina dei prezzi è sempre rispettata da tutti i principali tyre-maker nel mercato premium permettendo di compensare il rincaro delle materie prime e infine le scorte di tutta la filiera sono basse in Nord America e a livelli normali in Europa e Cina”. Ragione per cui Equita ha apportato “solo minimi aggiustamenti alle stime imputabili alla revisione al ribasso dei volumi del primo equipaggiamento (25% circa del fatturato e molto meno profittevoli). Per Pirelli fatturato 2021 a -1% a 5 miliardi, Ebit rettificato a -2% a 755 milioni e utile netto -4% a 269 milioni, intorno all’estremo inferiore delle guidance (ricavi a 5-5,1 miliardi e Ebit rettificato 750-790 milioni). Le stime 2022-23 restano sostanzialmente invariate e per questo Equita conferma il target a 6,2 euro.