Autogrill: Ue raccomanda restrizioni per turisti americani, titolo imbocca la via dei ribassi
L’unione europea ha deciso restrizioni per i viaggiatori non vaccinati provenienti dagli Stati Uniti. La misura è stata presa in virtù dell’aumento dei contagi negli Usa e sarà potenzialmente riconsiderata a seconda dell’evoluzione della pandemia. La restrizione riguarda i viaggi non-essenziali (per ragioni turistiche) ed è in forma di raccomandazione per i 27 Paesi membri (ex UK) lasciando libere le singole nazioni di prendere le proprie decisioni. Inoltre, non si applicherebbe ai cittadini americani completamente vaccinati (attualmente 52% della popolazione vs 57% del livello Europeo e 64% in UK).
“La notizia ha risvolti negativi per il traffico aereo soprattutto per quello internazionale – commentano oggi gli analisti di Equita – Ricordiamo che Autogrill è largamente esposta al traffico americano (con circa il 50% delle vendite, in gran parte domestico) che sta continuando a mostrare un trend di circa -20% rispetto ai livelli 2019”. L’esposizione agli aeroporti europei è invece molto più contenuta (intorno al 15%).
La notizia pesa sul titolo a Piazza Affari. In una seduta poco mossa, l’azione Autogrill cede l’1,3% passando di mano in area 6,30 euro.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.