Auto, Cathie Wood deride rally GM e Ford: ‘ridicoli’. E prevede bagno di sangue in questo mercato

12 Gennaio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Cathie Wood, fondatrice e ceo di Ark Invest, nota per scommettere soprattutto sul titolo Tesla, non si lascia affatto incantare dai rally poderosi che hanno interessato i titoli dei colossi dell’auto Usa General Motors e Ford.

Stando a quanto riportato da alcuni siti Usa, in un webcast con gli investitori di qualche giorno fa, Wood avrebbe definito “ridicoli” i rialzi dei titoli.

Da segnalare che, dall’inizio del 2022, il titolo Ford è balzato del 18%, a fronte del +6% di GM, facendo decisamente meglio rispetto a Tesla, che ha perso invece il 3%.

Confermato praticamente il trend del 2021, che ha visto Ford volare del 137%, rispetto al rialzo di ‘appena’ +50% del titolo del colosso delle auto elettriche fondato e gestito da Elon Musk.

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In particolare, nelle prime sedute del 2022, Ford è volato al record in 20 anni, dopo aver annunciato un piano per raddoppiare la produzione dei suoi veicoli elettrici (EV) F-150 a 150.000 unità, entro il 2023. General Motors dal canto suo ha beneficiato dell’annuncio della versione elettrica del suo pick-up best selling, Silverado.

Ma Cathie Wood ha deriso, quasi, i rialzi. I titoli, ha spiegato, “sono balzati sulla scia di quei commenti sui veicoli elettrici, pensate un po’: è ridicolo – ha sottolineato, aggiungendo che le vendite di EV incidono sulle vendite complessive dei colossi automobilistici tradizionali per appena il 2%. “Che succederà con l’uscita di quell’altro 98%, quando i consumatori sceglieranno le auto elettriche?”, ha chiesto e si è chiesta.

Wood ha citato il peggioramento della fiducia dei consumatori, l’accumulazione delle scorte di auto di seconda mano, e l’aumento dell’offerta di semiconduttori come fattori che indicherebbero come il calo recente delle vendite di nuovi veicoli e dunque la mancata ripresa non siano provocati solo dai problemi che colpiscono la catena dell’offerta quanto, piuttosto, dal calo della domanda dei consumatori: fattore che rappresenta un grande problema per i produttori tradizionali di auto.

A suo avviso le case tradizionali di auto “hanno problemi perchè i loro margini lordi, dipende ovviamente dai casi, oscillano tra il 10% e il 20%…e non ci sono grandi margini di errore. Cosa accadrebbe se avessimo ragione e se non ci fosse un aumento delle vendite del 20%? In quel caso (le aziende) dovrebbero probabilmente iniziare a tagliare i prezzi nel mercato auto dell’usato“. Wood ha fatto notare anche che i colossi “probabilmente farebbero fronte a problemi sul fronte del credito”, non escludendo un “bagno di sangue” nel mercato dell’usato.