Assoreti: a gennaio raccolta netta pari a 2 miliardi di euro
Raccolta netta positiva a gennaio per le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, pari a 2,0 miliardi di euro. Lo rivela Assoreti secondo cui il bilancio complessivo sui prodotti del risparmio gestito è negativo per 270 milioni mentre i volumi di raccolta realizzati sui prodotti in regime amministrato sono positivi per 2,3 miliardi di euro.
Il comparto assicurativo – si legge nella nota – chiude con un bilancio nel complesso positivo (268 milioni di euro) grazie ai premi netti versati sulle polizze vita tradizionali (371 milioni); sui prodotti assicurativi a maggiore contenuto finanziario (unit linked e multi-ramo) prevalgono, infatti, i riscatti (-102 milioni). Le gestioni patrimoniali individuali vedono la prevalenza delle uscite per 207 milioni: il saldo delle movimentazioni è negativo sia per le GPF (-123 milioni) sia per le GPM (-84 milioni).
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo