Asset allocation, Unigestion: “giocare in difesa, troppo presto per essere ottimisti”

14 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

“Vediamo un rischio (situazione macroeconomica), un rischio di coda (volatilità e dipendenza dalla liquidità dal sentiment di mercato) e un insieme di opportunità potenzialmente ingannevoli (valutazioni)”.

Così gli analisti di Unigestion che in una nota odierna che, parlando di asset allocation, spiegano:

“Entriamo nel trimestre con un’allocazione dinamica difensiva: secondo il nostro scenario principale la maggior parte delle persone sottovaluta le conseguenze della recessione da COVID-19. Questo fattore macroeconomico è il motivo principale del nostro pessimismo: riteniamo che la percezione dei mercati sia troppo ottimistica per quanto concerne l’impatto del lockdown sull’economia reale. In particolare, ci aspettiamo che la contrazione degli utili sia superiore alle attuali proiezioni (ancora una volta troppo ottimistiche) e riteniamo che gli spread high yield siano fonte di rischio. Questa sottovalutazione, unita al sentiment, potrebbe spingere i mercati su livelli più bassi, in quanto la capacità delle banche centrali di prevenire questi cali è messa chiaramente in discussione. Ci aspettiamo di vedere migliori opportunità in termini di valutazione in futuro.

Nel prossimo trimestre, prevediamo di sottoponderare l’azionario e l’obbligazionario high yield, mentre siamo più costruttivi sull’obbligazionario investment grade per tre ragioni. In primo luogo, ci aspettiamo che i mercati mostrino una maggiore discriminazione, prediligendo gli asset di qualità superiore a scapito di quelli con un beta più elevato. In secondo, i programmi di acquisto di attività delle banche centrali di obbligazioni investment grade dovrebbero sostenere il mercato. In terzo luogo, combinando entrambi gli elementi precedenti, il rischio/rendimento nei mercati investment grade sarà chiaramente migliore. I falliti tentativi della Fed di lenire i mercati e i rendimenti molto bassi ci portano a prevedere una performance deludente per i titoli di Stato, nel caso dovessimo assistere ad un’altra tornata di ribassi del mercato.

Diventeremo più costruttivi quando vedremo davanti a noi tre fattori: una migliore situazione sanitaria e macroeconomica; una risposta fiscale e monetaria convincente; valutazioni interessanti basate su aspettative realistiche. Nessuna di queste condizioni è all’orizzonte quest’oggi, e quindi rimaniamo difensivi“.