Arriva il contatore del debito pubblico in stazione
Un contatore del debito pubblico, che ricorda l’orologio del debito che scorre a Berlino, segnerà l’evolversi del debito pubblico italiano nelle stazioni di Roma Termini e Tiburtina e in Centrale a Milano. L’idea è dell’Istituto Bruno Leoni di Torino che manterrà attivo il contatore fino alle elezioni del prossimo 4 marzo per ricordare agli elettori che “ogni promessa è debito”. L’obiettivo è rendere consapevoli i cittadini della scarsa sensibilità finanziaria delle promesse dei partiti in campagna elettorale.
“Da quando sei partito da Roma il debito pubblico è cresciuto di 115 milioni. Oltre 2.000 miliardi che pagherai anche tu. Pensaci. Ogni promessa è debito”, si legge nell’annuncio dell’Istituto.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.