Arabia Saudita, nuovi dettagli sul piano di riforme per attirare capitali
L’Arabia Saudita sta preparando il terreno per attirare nuovi capitali sul suo listino azionario, una necessità resa più impellente dal declino dei prezzi del petrolio che stanno contribuendo a danneggiare le finanze pubbliche e le riserve di valuta pregiata del Paese. Il principe Mohammed bin Salman ha dunque mostrato le linee guida per fare una corte più serrata ai capitali esteri.
Un primo elemento, già annunciato mesi fa, sarà la quotazione del 5% del colosso statale dell’estrazione petrolifera, Saudi Aramco. Per rendere più morbido il controllo sui flussi di capitali esteri (necessario a piazzare con successo anche le quote della Saudi Aramco stessa) verrà alzata dal 5 al 10% la quota massima che ogni investitore istituzionale estero potrà possedere direttamente su ciascuna società quotata. A tutti gli investitori esteri, resterà comunque precluso di poter superare, assieme, il 49% del capitale di ciascuna società. Inoltre, verrà abbassata la soglia di asset in gestione necessari perché l’Arabia Saudita possa considerare “istituzionale” l’investitore; sarà sufficiente un miliardo di dollari di asset dai precedenti cinque. L’autorità di vigilanza nazionale, ammetterà investimenti anche da parte di nuove istituzioni, quali fondi sovrani.
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